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Oggi siamo a Civezza all’interno di uno dei più bei palazzi storici del paese appartenuto alla famiglia Goglioso, oggi sede del forum Gianmarco Ricca. Un luogo che racconta la storia del Ponente ligure nei secoli, avendo persino ospitato tra le sue sale Giuseppe Mazzini.

Ci addentriamo al piano terra per scoprire un grande ambiente voltato al cui centro troneggia una macina da frangitura: siamo nel grande frantoio a pochi passi dalla piazza principale del borgo. L’attività olearia è sempre stata il cuore pulsante dell’abitato della valle del San Lorenzo e le due grandi pietre lavorate testimoniano tempi perduti ma ancora preziosi.

Ci fa da guida Giuseppe Ricca, sindaco di Civezza, che ci racconta di come le grandi macine venissero create in una cava poco distante dall’abitato da un abile artigiano di nome Luigi Ricca. Un carro per il trasporto delle olive e dell’olio ad Oneglia riposa in un angolo facendo mostra di sé tra le giare e i fistoli.

“Una volta a Civezza c’erano ben 54 frantoi – ci racconta il sindaco indicandoci la foto dell’ultimo frantoiano – ogni famiglia in pratica possedeva il suo, oggi non ce n’è più nessuno in attività e chi produce le olive le porta a lavorare nelle valli attorno”.

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