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Rincaro dei prezzi delle materie prime ed energia unito al blocco di alcuni mercati di riferimento come quello russo stanno colpendo diversi comparti dell’economia italiana e del Made in Italy esportato in tutto il mondo.

Abbiamo chiesto al viticoltore Giacomo Ferrari, produttore di Moscatello di Taggia, quale sia la situazione del settore vinicolo locale e nazionale.

“A partire dal 2000 la Russia – spiega Ferrari – stava diventando un mercato interessante con aumenti esponenziali delle importazioni di vino italiano. Diciamo che in vent’anni siamo arrivati ad un fatturato di circa 300 milioni di euro a fronte però di 7 miliardi di esportazioni del settore, quindi diciamo un cifra importante, ma minima”.

Anche se questo mercato preoccupa meno in quanto, come ci spiega lo stesso Ferrari, ci sono anche altri mercati in espansione che potrebbero assorbire il prodotto, quanto può incidere il rincaro delle materie prime?

“Diciamo che nel nostro settore, in particolare nelle nostre zone con piccoli produttori, il consumo di energia non è rilevante, diverso il discorso per la viticoltura intensiva dove il consumo e di conseguenza i costi sono notevoli e potrebbero incidere”.

Per concludere un bilancio previsionale su questa stagione del Moscatello.

“Rimango ottimista – conclude Giacomo Ferrari – siamo una produzione molto piccola 20-25.000 bottiglie e locale quindi non rappresentiamo un problema a livello italiano in questa situazione”.