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La stagione turistica è davvero finita? Nel Golfo Dianese settembre ha confermato una coda estiva importante e, con il clima ancora favorevole, gli operatori guardano ora a un ottobre che potrebbe prolungare ulteriormente il periodo di lavoro. 

Come ogni anno, Riviera Time torna a fare il punto con Paolo Saglietto, presidente di Commercio Golfo Dianese, con la tradizionale intervista di bilancio al termine dell’estate. Quest’anno, però, abbiamo scelto volutamente di aspettare qualche settimana in più e di realizzare l’intervista dopo Sportivamente a Diano Marina, (manifestazione che fa da ideale spartiacque tra gli eventi estivi e l’avvio della stagione autunnale), proprio per fotografare una stagione che, almeno sul piano turistico, non sembra ancora arrivata alla sua conclusione. 

Le parole di Paolo Saglietto

Per Paolo Saglietto, presidente di Commercio Golfo Dianese, è quindi ancora presto per tracciare un bilancio definitivo, ma alcuni elementi cominciano a emergere. “Secondo me è ancora presto, perché abbiamo ancora importanti flussi turistici – ha spiegato ai nostri microfoni Paolo Saglietto –. Ci sono determinate attività che stanno ancora lavorando abbastanza bene, il clima ci sta aiutando e ci auguriamo che sia un buon ottobre fino alla fine del mese”.

Il primo dato che emerge dall’analisi degli operatori è però una percezione di luglio più debole rispetto alle aspettative. Non ci sono ancora numeri ufficiali che consentano di quantificare la flessione, ma il tema è stato avvertito tra le attività del territorio. E secondo Saglietto una delle possibili spiegazioni potrebbe essere proprio il caldo eccezionale che ha caratterizzato l’estate.

“Il troppo caldo, paradossalmente, rallenta il business”

“Il troppo caldo, paradossalmente, rallenta il business“, ha sottolineato. Un fenomeno che si sarebbe riflesso soprattutto sulle attività legate alla spiaggia. Con temperature molto elevate, infatti, molti turisti hanno modificato le proprie abitudini: arrivo al mattino presto, uscita prima delle ore più calde e ritorno nel tardo pomeriggio. Una presenza quindi magari ancora significativa sulla spiaggia, ma distribuita diversamente nell’arco della giornata.

Il risultato, secondo il presidente di Commercio Golfo Dianese, è stato un effetto a cascata sui servizi collegati: bar, chioschi e attività degli stabilimenti hanno risentito del cambiamento nelle abitudini della clientela. Lo stesso sarebbe accaduto alla ristorazione. “Molti locali e ristoranti che facevano due, se non due turni e mezzo, si sono trovati a dover fare un turno unico”, ha raccontato Saglietto. Il primo turno, soprattutto a luglio, sarebbe stato penalizzato dal caldo eccessivo, così come la fascia dell’aperitivo: con temperature ancora elevate, molti preferivano rientrare in albergo, in bungalow o comunque in luoghi più freschi prima di tornare a uscire. “Ha fatto molto caldo, ottima stagione sicuramente – ha osservato –. Ma questo caldo eccezionale ed eccessivo sicuramente ha inciso e ha rallentato in alcuni casi il fatturato delle imprese“.

“La stagione si allunga e questo apre una riflessione anche sul calendario scolastico”

A fronte di un luglio percepito come più debole, settembre ha invece dato segnali decisamente positivi. Ed è proprio qui che Saglietto individua uno dei temi sui quali ragionare per il futuro: la stagione turistica sembra spostarsi e allungarsi. “Stiamo avendo una coda importante su settembre e ottobre”, ha evidenziato. Un cambiamento che, secondo il presidente dell’associazione di categoria, dovrebbe portare anche a una riflessione sul calendario scolastico e, più in generale, sull’organizzazione della stagione turistica.

Il riferimento è soprattutto agli stabilimenti balneari. Quelli collegati agli hotel hanno continuato a lavorare, mentre diverse strutture private hanno chiuso già intorno al 20 settembre. “Il fatto che le scuole iniziassero il 14 settembre, nonostante ci fosse ancora molto caldo, ha fatto sì che si mozzasse un po’ questo settembre fantastico”, ha sostenuto Saglietto.

“Dobbiamo andare sul servizio di qualità”

Una riflessione sulla destagionalizzazione che non significa semplicemente spostare il turismo da agosto a settembre, ma distribuirlo su un arco temporale più ampio. La direzione indicata è quindi quella della qualità più che della quantità. Un passaggio che riguarda non soltanto le strategie turistiche del territorio, ma anche il modo in cui le singole attività commerciali guardano alla propria clientela. “Probabilmente dobbiamo andare sul servizio di qualità assoluta”, ha affermato Saglietto, invitando gli operatori a concentrarsi anche sulla fidelizzazione: “Magari curarci clienti che sappiamo che sono buoni, perdiamo dei numeri, ma cerchiamo di dare qualità”.

Il turismo del futuro

Sul bilancio della stagione pesa inoltre il quadro economico generale. Saglietto ricorda come, già prima dell’estate, fossero emerse indicazioni sulla difficoltà di molte famiglie nel permettersi una vacanza nei periodi di alta stagione. Una parte della clientela avrebbe quindi scelto di spostare il periodo delle ferie, approfittando di settembre, quando i servizi rimangono disponibili ma i costi possono essere più contenuti. Anche per questo, secondo Saglietto, non è necessariamente un problema se il picco di agosto perde qualcosa in termini di presenze, a patto che il flusso venga distribuito meglio e che il territorio riesca a intercettare una clientela maggiormente interessata alla qualità dell’offerta.

Intanto sono attesi i dati ufficiali per capire se la sensazione di una flessione a luglio troverà conferma nei numeri. Confcommercio sta inoltre lavorando, attraverso l’ufficio studi e ricerche di Confcommercio, su un’analisi dei trend futuri. La sfida, dunque, è capire quale tipo di turismo il territorio del Golfo Dianese vorrà costruire per i prossimi anni.

Nel video-servizio a inizio articolo l’intervista completa a Saglietto.