[beevideoplayersingle adstype=”video-ads” videourl=”https://vimeo.com/212563808″ videoadsurl=”https://vimeo.com/224092271″ adsurl=”https://www.sialpieve.com/”]È il 22 ottobre 2015. Quella mattina 40 vetture delle Fiamme Gialle con a bordo circa 150 uomini fanno irruzione in Comune a Sanremo. È il momento apice dell’operazione Stachanov, arrivato dopo dieci mesi di registrazioni con videocamere nascoste, che porta alla luce un sistema di assenteismo diffuso all’interno di Palazzo Bellevue. I dipendenti coinvolti sono in totale 195, 43 dei quali vengono colpiti da misure restrittive: 35 arresti domiciliari e 8 obblighi di firma.

Passano pochi mesi e la Commissione Disciplinare inizia a vagliare le singole posizioni dei dipendenti. Da subito si parla di pugno di ferro per le sanzioni irrorate: 32 licenziamenti, 98 sospensioni, 21 sanzioni, 19 rimproveri e 28 archiviazioni.

Da quel momento in avanti la vicenda si divide in due: da una parte gli sviluppi giudiziari, dall’altra le ripercussioni sul fronte legislativo. Riviera Time fa il punto sugli sviluppi del caso a un anno e mezzo del blitz.

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