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È venuto a mancare in mattinata Francesco Guccini. Il cantautore, scrittore e poeta aveva 86 anni e si è spento nella sua Pavana, sull’Appennino tosco-emiliano.

Con lui se ne va una delle figure più importanti della canzone d’autore italiana, autore di brani entrati nella memoria collettiva e di una produzione che per decenni ha raccontato la storia, la politica, la provincia, la memoria e i cambiamenti della società italiana.

Nella sua lunga carriera c’è anche un legame particolare con la città di Sanremo, iniziato più di cinquant’anni fa e costruito in larga parte attorno al Club Tenco, di cui Guccini è stato uno dei protagonisti più importanti fin dall’inizio.

Il primo appuntamento risale al 7 marzo 1973, quando Guccini arrivò a Sanremo insieme alla chitarrista e cantante Debby Kooperman, sua collaboratrice in tutti i suoi dischi dal 1969 al 1980, per una serata organizzata al Teatro Ariston, all’interno di una rassegna su più giorni che aveva visto la partecipazione, in giornate differenti di Giorgio Gaber e Gianni Siviero.

La Rassegna della Canzone d’Autore sarebbe arrivata l’anno successivo, ma il cantautore emiliano era già presente nelle prime iniziative del sodalizio fondato da Amilcare Rambaldi.

Nel 1974 Guccini fu quindi tra i protagonisti della primissima edizione della Rassegna della Canzone d’Autore. Un appuntamento destinato a diventare uno dei principali riferimenti italiani per la musica d’autore e che riunì a Sanremo alcuni dei cantautori più significativi di quegli anni.

Nel 1975 arrivò anche il Premio Tenco. Guccini fu tra gli artisti italiani ai quali venne assegnato il riconoscimento, consolidando un rapporto con Sanremo che sarebbe proseguito per decenni.

La sua presenza alla Rassegna non si limitò infatti a quelle prime edizioni. Guccini tornò più volte al Tenco nel corso degli anni, partecipando in numerose altre edizioni.

Nel 1994 Guccini vinse una Targa Tenco per “Parnassius Guccinii“, nella categoria miglior album dell’anno.

Un rapporto che nel 2015 arrivò a uno dei suoi momenti più significativi. La 39esima Rassegna della Canzone d’Autore, intitolata “Fra la via Aurelia e il West”, fu dedicata proprio a Guccini in occasione dei suoi 75 anni e dei quarant’anni dal conferimento del Premio Tenco.

Per tre giorni Sanremo tornò così a parlare del cantautore emiliano e della sua produzione.

“Francesco è venuto anche alla Pigna”, ricorda l’assessore Enza Dedali, rispolverando un aneddoto di quell’edizione. “C’era Bocephus King che insieme al suo gruppo provava dentro Palazzo Gentile Spinola, proprio un omaggio, perché tutti gli artisti rendevano omaggio a Guccini sul palco dell’Ariston cantando le sue canzoni. Nello specifico stava cantando Autogrill in inglese. Guccini è entrato per altre ragioni e inizialmente non aveva dato peso ai musicisti, ma poco dopo si è reso conto che stavano cantavano la sua canzone ed è stato molto contento. Hanno poi parlato e cantato insieme”.

Durante la giornata è arrivata anche una nota di cordoglio da parte del Comune di Sanremo: “L’amministrazione comunale esprime cordoglio per la scomparsa di Francesco Guccini, colonna della musica italiana che ha saputo raccontare le storie, le speranze e le fragilità di intere generazioni. Il legame con Sanremo è stato profondo: la città lo ha accolto molte volte attraverso il Premio Tenco, di cui è stato storico punto di riferimento, custode dello spirito critico e voce simbolo della canzone d’autore. In questo momento di dolore, l’Amministrazione comunale si stringe con affetto attorno alla famiglia e a tutti coloro che lo hanno amato”.

Nonostante il lungo rapporto con la Città dei fiori, Guccini non partecipò mai al Festival della Canzone Italiana. Lo raccontò lui stesso nel 2022, intervistato da Diego Bianchi a “Propaganda Live”. In quell’occasione spiegò di aver visto bocciate alcune sue canzoni presentate al Festival. Secondo il suo racconto, due brani affidati rispettivamente a Gigliola Cinquetti e Caterina Caselli furono scartati dopo essere stati modificati nei testi, mentre più recentemente sarebbe stata respinta anche una canzone dedicata ai migranti, poi incisa da Enzo Iacchetti.

La storia “sanremese” di Guccini si lega dunque soprattutto al Tenco.

“Per noi del Club Tenco Francesco Guccini non era solamente un cantautore. Era un punto di riferimento assoluto, uno dei primissimi che ha creduto nella forza visionaria dell’idea di Amilcare Rambaldi: presente già prima della rassegna e della nascita del Premio Tenco, molto generoso in tutti questi anni”, ha dichiarato in una nota la storica associazione. “Con alcuni di noi il rapporto era diventato un legame profondo e fraterno. Dell’intellettuale e del cantautore sappiamo tutto: ha rivoluzionato la direzione della Canzone Italiana, ha creato una dignità letteraria che prima era messa in discussione, perché la canzone sembrava un’arte di serie B. Francesco Guccini è stato un artista straordinario, che ha abbracciato tutte le potenzialità della canzone: da quella di lotta a quella intima, dagli americani ai francesi, lui è stato un raccordo e un caleidoscopio di capacità artistiche”.

Una storia quella fra il Tenco e il cantautore, cominciata nel 1973, proseguita attraverso decine di anni e diventata uno dei capitoli più importanti del rapporto tra il “Maestrone” e la canzone d’autore italiana.