“Il Festival di Sanremo deve essere salvaguardato. È un patrimonio della cultura nazionale oltre che un patrimonio per la città di Sanremo. Bisogna assolutamente evitare di buttare il bambino con l’acqua sporca. Le polemiche delle ultime ore ci preoccupano molto. Il desiderio di tutti è che teatri e cinema possano riaprire, che le attività culturali possano riprendere a tempo pieno. Penalizzare il Festival di Sanremo è un autogol in zona Cesarini. Finiamola con l’eterna lotta tra cultura alta e cultura popolare. Molti non sanno che per esempio non fare il Festival significa condannare a morte l’Orchestra Sinfonica di Sanremo. Se le attuali disposizioni consentono la presenza di figuranti in un teatro utilizzato come set televisivo, come è avvenuto di recente al Teatro Franco Parenti di Milano, perché rinunciarci al Festival? Stiamo assistendo ad un rito tafazziano in cui a perdere non saranno solo i commercianti o la Rai in termini economici ma il comparto musical-popolare dell’intero Paese. È chiaro che non spetta a noi stabilire i protocolli sanitari, ma chiediamo il giusto rispetto per questa straordinaria manifestazione e per la città che la ospita. Perché Sanremo è Sanremo!”

Lo hanno scritto in una nota il presidente Andrea Costa e il vice presidente Antonio Bissolotti, già assessore al Turismo di Sanremo.

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