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Si fa sempre più pressante la stretta nei confronti degli indecisi e dei no-vax per obbligarli, più che per convincerli, a sottoporsi alla profilassi contro il Covid.

Forse complice il gran caldo di questi ultimi giorni, i pro-vax sono rapidamente passati dall’opera di convincimento agli insulti (‘talebani’ li ha definiti Toti!) e all’aumento delle restrizioni e dei divieti nei confronti di chi non ha il green pass che sta diventando un documento quasi indispensabile per vivere normalmente. Chi non si vaccina vive una sorta di libertà condizionata o arresti domiciliari: non può frequentare luoghi affollati, sagre, cinema, teatri, piscine, palestre, stadi, e tra poco anche le scuole, aerei, treni e i mezzi pubblici per le medie e lunghe percorrenze, e chissà quali divieti arriveranno per bar e ristoranti, supermercati e centri commerciali. Per i giornalisti, ad esempio, il Comune di Sanremo da adesso impone la carta verde per partecipare alle conferenze stampa.

È quindi evidente che molti indecisi stiano decidendo, obtorto collo, di farsi iniettare il vaccino, non per convinzione o per paura del contagio, ma per necessità, anche se al momento restano ben più di cinque milioni gli italiani senza neppure la prima dose. Tra di loro anche gli ‘obiettori di coscienza’ che lavorano nella sanità, medici, infermieri, amministrativi e persino chi risponde al telefono per raccogliere le prenotazioni.

“In questo periodo siamo letteralmente sommersi dalle richieste di effettuare tamponi o per le prenotazioni dei vaccini, tutti per ottenere il green pass”, dice Graziano Colombo, titolare di una farmacia a Sanremo e presidente dell’Ordine dei Farmacisti della nostra provincia.

“Dalla fine del mese di luglio – dice – è stato raggiunto l’accordo sul prezzo base dei tamponi rapidi e validi per un green pass di due giorni, 8 euro per i giovani tra 12 e 18 anni, e 15 euro per gli adulti. È un prezzo di favore ma le farmacie in questo periodo sono un punto di riferimento importante, siamo aperti e sempre pronti anche a dare informazioni, svolgendo così un ruolo sociale oltre che sanitario”.

“Sono solo dieci le farmacie della nostra provincia ad aver aderito al prezzo calmierato dei tamponi, sono poche rispetto alle più di cento della Liguria. Ma per offrire questo servizio servono spazi adeguati, tempo da mettere a disposizione e anche personale dedicato – spiega Colombo – e considerato il margine ridotto di guadagno, non tutti hanno aderito e magari continuano a fare tamponi ad un altro prezzo”.

“Da qualche mese la legge ci consente però di usufruire di locali attigui, magari presso studi medici molto vicini o in locali in uso della stessa farmacia che siano a pochi metri di distanza come avviene nel nostro caso. Qui dove siamo, a pochi metri dalla farmacia, possiamo anche vaccinare in totale privacy e tranquillità”.

“Per un tampone sarebbemeglio la prenotazione,per il vaccino è indispensabile. Ormai sono una quarantina le farmacie provinciali che vaccinano. I tempi di attesa da settembre miglioreranno con il cambio delle ‘agende’, noi abbiamo appena finito i richiami con AstraZeneca e iniziato quelli con Pfizer. Il problema è che ci sono persone che prese dalla frenesia del passaporto sanitario prenotano e poi si sono già fatte la seconda dose in qualche hub, e stamattina ci sono avanzati due richiami di Pfizer che non possiamo utilizzare come prima dose”.

“In farmacia – conclude il dottor Graziano Colombo – l’unico vaccino è Pfizer ed è un periodo di richiami per gli italiani, ma qui da noi abbiamo molti stranieri che fanno il tampone anche se non siamo proprio nelle vie bazzicate dai turisti, forse perché abbiamo il referto anche in inglese e la fortuna di avere personale che parla molto bene l’inglese”.

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