Non conosce fine la crisi del settore edilizio nella Riviera dei Fiori. Una vera e propria emergenza economica e occupazionale, che risalta in maniera cristallina dai dati.

In dieci anni, dal 2007 al 2016, le imprese con almeno un dipendente attive nella provincia di Imperia sono passate da 1207 a 708, con un crollo del 41,3%. Nello stesso periodo gli operai attivi si sono più che dimezzati, passando da 5855 a 2690. Dimezzate anche le ore ordinarie lavorate, che sono passate da oltre 5 milioni e mezzo a meno di 3.

Crolla, come è ovvio, anche la massa dei salari denunciata, che in dieci anni ha fatto registrare un -36,6%. E nell’ultimo periodo la situazione non sta certo migliorando, visto che nell’ultimo anno lo stesso dato è diminuito ancora dell’1,98%.

Uno scenario, dunque, a tinte decisamente fosche.

A gravare maggiormente sulle ambizioni di rilancio del settore edilizio è soprattutto il peso di una macchina burocratica, troppo invasiva e troppo spesso lenta.

Ma esistono soluzioni pratiche, attuabili in breve tempo, che possano servire a dare un po’ di ossigeno al settore edilizio?

E che futuro attende l’edilizia della Riviera dei Fiori?

Nel nostro speciale abbiamo cercato di fare chiarezza.