Palazzo del Parco diano marina

Sarà la Sala Mostre e Convegni “R. Falchi” del Palazzo del Parco a ospitare, da domenica 1° a sabato 7 novembre 2026, la mostra collettiva internazionale “POST SEDIMENTA. Pompei: Strati di Memoria“, un progetto curato dall’artista Massimo Borrelli e patrocinato dal Comune di Diano Marina e dal Palazzo del Parco. Il vernissage inaugurale, accompagnato da un aperitivo, si terrà sabato 31 ottobre alle 18:30. La mostra sarà poi visitabile gratuitamente tutti i giorni, dalle 16:00 alle 19:00.

L’esposizione riunisce le opere di Eva Derco, Eva Vivienne Arna, João Barreira, Massimo Borrelli, Michal Markuš, Nikola Marković e Olha Kushliak, artisti provenienti da Italia, Portogallo, Slovacchia, Slovenia e Ucraina. Al centro della loro ricerca vi è l’eruzione del Vesuvio del 79 d.C., affrontata attraverso le tre fasi del racconto: il prima, il durante e il dopo.

Il percorso espositivo accosta prospettive differenti sullo stesso evento, trasformando le opere in altrettanti frammenti di memoria. Pittura a olio, acrilico e acquerello accompagnano il visitatore in un itinerario cronologico nel quale figurazione, simbolo, gesto e materia si confrontano con l’idea di catastrofe e di conservazione.

La prima sezione è dedicata alla Pompei precedente all’eruzione, una città rappresentata nel suo ordine, nella sua opulenza e nella sua dimensione simbolica. I profili di Nikola Marković richiamano la forma del cameo e isolano le figure dal contesto storico, mentre Eva Vivienne Arna rilegge l’iconografia erotica degli affreschi pompeiani, restituendo alla sensualità antica una nuova forza allegorica.

La seconda parte della mostra affronta il momento della rottura, giocato sulla tensione tra ordine e caos. Le opere di Olha Kushliak, Eva Derco e Michal Markuš si distinguono per un linguaggio più figurativo e composto. In contrappunto, il lavoro di Massimo Borrelli interpreta il disastro attraverso la stratificazione del gesto e del colore: la memoria non si allontana dalla tela, ma vi si deposita, sovrapponendosi nel tempo.

Nella sezione conclusiva la figurazione lascia spazio a una ricerca più processuale. João Barreira propone il profilo scuro del vulcano contro un cielo attraversato da tonalità arancioni e gialle, mentre il paesaggio si scompone in piani geometrici. A chiudere il percorso è il lavoro di Eva Derco, che riporta lo sguardo sulle rovine contemporanee, sul sito archeologico osservato duemila anni dopo, in una continua alternanza tra presenza e assenza.

“Questa mostra”, ha commentato il sindaco di Diano Marina Cristiano Za Garibaldi, “rappresenta un’importante occasione di apertura internazionale per la nostra città. Il Palazzo del Parco si conferma uno spazio capace di accogliere proposte culturali di rilievo e di mettere in dialogo il territorio con sensibilità artistiche provenienti da Paesi diversi. Siamo lieti di sostenere un progetto che unisce memoria, ricerca e partecipazione”.

Sulla stessa linea l’assessore alla Cultura Sabrina Messico: “L’iniziativa invita il pubblico a guardare Pompei non soltanto come una testimonianza del passato, ma come una domanda ancora attuale sul rapporto tra distruzione e memoria. Le opere esposte mostrano come uno stesso evento possa essere riletto attraverso linguaggi e sensibilità differenti, offrendo ai visitatori un’esperienza di conoscenza e di riflessione”.

La domanda curatoriale che attraversa l’intera esposizione è infatti semplice e insieme profondamente evocativa: che cosa resta di un disastro quando la materia che lo ha provocato è anche ciò che ne ha consentito la conservazione? Le rovine di Pompei, sepolte dalla lava e dalla cenere, diventano così il punto di partenza per una riflessione più ampia sul tempo, sulla perdita e sulla permanenza. Ciò che resta non è soltanto la traccia di una città scomparsa, ma l’eco di vite, gesti e storie che continuano a interrogare il presente.

La mostra è realizzata con il patrocinio del Comune di Diano Marina e del Palazzo del Parco, con il sostegno dello Jasmin Charme Hotel. L’ingresso è gratuito.