diano castello

Dal 30 giugno al 30 agosto 2023, nella chiesa di San Giovanni Battista a Diano Castello, tra i borghi più belli d’Italia, saranno esposte le opere di Salvador Dalì riguardanti la Divina Commedia di Dante Alighieri.

Nel 1950, in vista della commemorazione del 700° anniversario della nascita di Dante Alighieri, l’Istituto Poligrafico dello Stato, sotto l’egida del governo italiano, commissionò a Dalí un ciclo di illustrazioni della Divina Commedia. Dalí vi lavorò per quasi nove anni, dando vita a 100 acquerelli che nel 1960 furono esposti al Musée Galliera di Parigi. Nel 1962 l’editore fiorentino Mario Salani ripropose l’idea, progettando in sinergia con la casa editrice Arti e Scienza di Roma un’edizione della Commedia in sei libri, due per ogni cantica, corredati dalle tavole di Dalí. Per trasporre gli acquerelli in xilografie furono impiegati 3.000 legni, fino a 35 colori per ogni tavola. I partner scelti allo scopo erano quanto di meglio il panorama tipografico e cartario dell’epoca potesse offrire: il maestro incisore Raymond Jacquet di Parigi, il maestro tipografo Giovanni Mardersteig della Stamperia Valdonega di Verona, le Cartiere Enrico Magnani di Pescia e le Cartiere francesi di Rives. La supervisione scientifica dell’opera fu affidata a Giovanni Nencioni, allora riconosciuto come il più autorevole tra gli studiosi della lingua italiana. Il percorso di Dalí nel poema di Dante intesse un dialogo intimo e personale con l’opera del poeta, che viene approcciata con uno sguardo che sarebbe possibile definire psicoanalitico. Inferno, Purgatorio e Paradiso diventano terreno di cimento per ipotizzare leggi prospettiche estranee alla razionalità umana. Lo spazio e il tempo si dilatano per aderire a una dimensione interiore che non è possibile conoscere con gli strumenti della comune logica.

La mostra di Dalì viene proposta con dieci litografie nella chiesa di San Giovanni Battista, grazie alla collaborazione tra l’associazione “Number27”, che ha come presidente Marina Cavalleri, il Comune di Diano Castello e il parroco della Diocesi di Imperia. Per l’occasione al vernissage, che si terrà venerdì 30 giugno 2023, la curatela e la critica è del dr. Pierluigi Luise critico d’Arte e direttore museale, come ospite sarà presente l’attore Antonio Carli, con un’introduzione dantesca.

Ogni mercoledì di luglio ed agosto, alle ore 21:00, si terrà la prima edizione del “Premio letterario Number27“, a cura del dr. Pierluigi Luise, Marina Cavalleri e Simone Alessio in arte Garibaldi, sempre presso la chiesa di San Giovanni Battista nel contesto della mostra, rassegna culturale, dove verranno presentati libri inediti di scrittori, giornalisti e critici d’arte.

Luglio

Il 05-07-23 ore 21.00 il dott. Giacinto Buscaglia e il musicista Schiavon con il libro “Lumecan”
Il 12-07-23 ore 21:00 i giornalisti Marco Vallarino, Paolo Sista e Francesco Basso con “SCACCHIERA A TRE”
Il 19-07-23 ore 21:00 scrittore Marco Bertolino avv. “VENTO ALTO”
Il 26-07-23 ore 21:00 la Critica d’Arte Maria Pettinato con “LE MASCHERE DALLA SCENA AL DIPINTO”

Agosto

Il 02-08-23 alle ore 21:00 Giulia Quaranta Provenzano scrittrice “PER VIA” silloge poetiche e fotografie
Il 09-08-23 alle ore 21:00 Silvia Alonzo scrittrice con “ULTIMA ALCHIMIA”
Il 16-08-23 alle ore 21:00 Orso Tosco scrittore con “NANGA PARBAT l’ossessione e la montagna nuda”
Il 23-08-23 alle ore 21.00 Sergio Donna scrittore con “FONTANE DI TORINO”
Il 30-08-23 alle ore 21:00 Alessia Parravicini scrittrice “CRESCITA E CONSAPEVOLEZZA

La chiesa di San Giovanni Battista ad una sola navata con abside semicircolare, sorge appena fuori dal borgo costituendo con l’attiguo oratorio di San Bernardino un complesso monumentale di rilevante valore culturale ed ambientale: la sua costruzione sembra risalire alla prima metà del secolo XII. La sua copertura a tetto è esempio rarissimo di capriata lignea a travi e mensole finemente decorati a colori e motivi medievali. Sulla muratura delle facciate in pietra a vista è possibile individuare interventi successivi di modifica dell’edificio. All’interno la muratura nuda della navata presenta incrostazioni di malta; nell’abside restano intonaci con affreschi scialbati: sopra l’arco trionfale si legge chiaramente una pregevole scena di Annunciazione. L’intradosso del tetto, articolato da tavolette dipinte incastonate tra le travi in corrispondenza del colmo e dei dormienti, costituisce la parte più originale e significativa del monumento, essendo opera di pregio artistico ma anche documento eccezionale sotto il profilo storico: comprende infatti scene di vita quotidiana che possono contribuire allo studio e alla conoscenza degli usi e costumi del Quattrocento nello specifico ambiente dianese. Recenti restauri realizzati all’interno della chiesa hanno dato luogo alla sorprendente scoperta archeologica di tre impianti per la fusione delle campane collocabili cronologicamente tra il XIV e il XVIII secolo.