Mezzo secolo di attesa, sacrifici e determinazione. La Croce Bianca Imperia ODV ha finalmente riottenuto la propria sede storica, sottratta nel 1941. La firma dell’atto notarile è avvenuta ieri, 21 gennaio, nei locali del Comune di Imperia.

Un momento carico di emozione e significato, come sottolineato dal presidente Roberto Trincheri: “Ci sono voluti 50 anni. Cinquant’anni di battaglie, di impegno silenzioso e di una volontà che non si è mai spenta. Con la firma dell’atto notarile la nostra sede storica — quella fondata dai nostri soci fondatori e sottratta nel 1941 — è finalmente tornata nostra”.

Le sede di viale delle Rimembranze fu costruita nel 1919 dai soci fondatori, poi passata alla Croce Rossa con un regio decreto nel periodo fascista. Da allora, la pubblica assistenza portorina era rimasta all’interno dell’immobile da affittuaria.

“Un ringraziamento profondo e sentito va all’Amministrazione Comunale tutta e, in prima persona, al Sindaco On. Claudio Scajola — ha dichiarato Trincheri —. Il suo impegno diretto e la costante sinergia con il nostro sodalizio sono stati determinanti per sciogliere nodi che sembravano inestricabili. L’Amministrazione ha lavorato al nostro fianco perché sa quanto sia vitale il nostro lavoro per la città e per la salute dei cittadini. Sentire questo sostegno ci rende orgogliosi e ci conferma che la nostra missione è un bene prezioso per tutta la comunità imperiese”.

Un pensiero commosso è andato anche ai soci che non hanno potuto vedere il traguardo raggiunto: “Oggi il mio pensiero vola a Pietro, Paola, Sandro e a tutti i soci che sono volati in cielo. Avete lottato e sofferto per questo risultato senza mai vedere raggiungere l’obiettivo. Oggi guardiamo al futuro della Croce Bianca Imperia anche attraverso i vostri occhi”.

Ma se il ritorno nella sede storica rappresenta una vittoria, il futuro porta con sé nuove sfide. “Siamo tornati a casa, ma ora inizia la salita più ripida — ha concluso Trincheri —. L’investimento economico sarà durissimo. Avremo bisogno di tutti: organizzeremo eventi e manifestazioni perché questa sede non è solo un edificio, è la nostra storia. È casa nostra”.