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Nella conferenza stampa di oggi, presso il Comune di Diano Marina, è arrivato secco il ‘No al CPR alla Camandone!‘ da parte dei sindaci del Golfo dianese presenti insieme a Za Garibaldi, anche Damonte (Diano Castello), Urso (San Bartolomeo), Cha (Cervo) e Sciandino (Diano Arentino). Assenti Damonte (Villa Faraldi) e Mucilli (Diano San Pietro) ma comunque firmatari della lettera che è stata inviata al Ministro dell’Interno Piantedosi ed al Prefetto Romeo.

La richiesta è chiara e motivata nella missiva: la caserma ‘Camandone’ trasformata in CPR causerebbe un grosso danno al turismo, dato il collocamento vicino ad una zona residenziale ed a strutture che ospitano villeggianti tutto l’anno. Inoltre, è ancora in ballo la costruzione del ponte sul torrente San Pietro. “Fin qua si parla soltanto di ipotesi” ha esordito Za Garibaldi che ha voluto spegnere sul nascere ogni eventuale iniziativa “La nostra idea è chiara e non si scherza col fuoco”.

La ‘Camandone’ non corrisponderebbe alle indicazioni date dal Governo: troppo isolata da porti o aeroporti per l’eventuale rimpatrio dei migranti. Se è vero che la Liguria, come le altre regioni italiane, hanno dato disponibilità alla costruzione di un CPR, altrettanto vero è che i centri (oggi 9 totali in Italia distribuiti in 8 regioni) si trovano per lo più nelle vicinanze di città metropolitane che hanno facilità di trasporto con aeroporti o porti. Dalla platea, è intervenuto anche l’ex sindaco Angelo Basso apparso discorde con l’unanimità ricordando come sia pervenute, negli anni, tante richieste per la riqualificazione della caserma, sostanzialmente sempre declinate: in primis, nel 2014, la trasformazione in parco divertimento.

Un eventuale CPR presso la caserma di Albenga (tutto sommato poco distante) come verrebbe presa? Il Sindaco Urso (che come Damonte ha ribadito il suo pensiero negativo sui CPR in generale, quali centri di prigione più che di aggregazione) ha rimarcato che anche Tomatis (primo cittadino ingauno) ha preso le distanze da un eventuale centro nella città delle Torri. Tutto sommato però il messaggio lanciato è: ‘No al CPR alla Camandone’, per il resto valuterà il Governo.