Code e controlli alla frontiera San Ludovico

Fosse stato un normale venerdì, alla frontiera di Ponte San Ludovico ci sarebbero state code di auto di comuni e privati cittadini francesi che si recavano al mercato ambulante settimanale di Ventimiglia.

Oggi, seppur nella Fase 2 dell’emergenza sanitaria e ancora in assenza del mercato ambulante, le attese alla frontiera, sia in entrata che in uscita, sono create solo dai controlli serrati delle forze dell’ordine, sia italiane che francesi, ad un valico che è diventato oggetto di interrogazioni parlamentari.

Secondo quello che dicono i nostri vicini di casa francesi, la situazione sarebbe stata originata dall’intransigenza italiana sulla statale 20 della Val Roya, ordini che arrivano dall’alto e che impediscono agli abitanti di Tenda, Breil, Saorge e degli altri piccoli comuni transalpini della vallata di percorrere quella comoda strada attraversando la frontiera a Fanghetto per recarsi a Mentone, Monaco o Nizza per motivi, assolutamente plausibili e documentati, di lavoro o visite mediche. Avere la possibilità di percorrere una strada alternativa, anche se più lunga e più pericolosa ma tutta in territorio francese, impedisce ai nostri vicini di portare la ragione dalla loro parte.

Questa situazione avrebbe causato una ripicca dei transalpini che si è riversata sui nostri frontalieri, anche loro muniti di certificati lasciapassare, costretti quotidianamente ad affrontare code per entrare in Francia e recarsi nei loro luoghi di lavoro. Però secondo alcune testimonianze raccolte stamani sul posto, non sarebbero sempre così drastici i controlli sugli italiani o perlomeno non sarebbe quella delle code una situazione che si ripete ogni giorno ma solo saltuariamente.

Quello che è certo è che da lunedì scorso, con l’avvio della Fase 2 in Francia, si sono adottate regole che non sono uguali ovunque, come ad esempio alla frontiera con la Spagna: il piccolo comune francese di Le Perthus ai piedi dei Pirenei già nella prima giornata di fine confinamento ha visto un esodo, autorizzato, attraverso il confine per andare in Spagna ad acquistare diversi generi alimentari e sigarette nei negozi iberici, quello che è invece ancora impedito di fatto al confine di San Ludovico.

Sembra che le diplomazie si siano messe seriamente al lavoro per allentare la tensione e consentire agli italiani e ai francesi un prudente, graduale e più sicuro possibile ritorno alla normalità, e dalla settimana prossima potrebbe già essere evidente un cambiamento di rotta ma solo se ci sarà la volontà comune per il bene di tutti.