Ormai è ufficiale. Claudio Scajola sarà candidato a sindaco di Imperia alle prossime elezioni amministrative. L’annuncio è arrivato nelle scorse ore – prima al cospetto di un centinaio di “fedelissimi”, poi davanti ai microfoni della stampa –, dopo mesi di voci che si sono rincorse dal Parasio a Calata Cuneo, da Borgo Prino a Borgo Peri.

Claudio Scajola ha già ricoperto la carica di prima cittadino per due volte. La prima esperienza da sindaco iniziò nel 1982 e terminò soltanto un anno dopo. Scajola venne infatti travolto dalla maxi inchiesta sull’asta per la gestione del Casinò. La vicenda si protrasse più a lungo del previsto e il futuro onorevole fu scagionato da ogni accusa soltanto cinque anni dopo.

Nel 1990 Claudio Scajola tornò a ricoprire la carica di sindaco, a capo di un’amministrazione espressione del pentapartito. Stavolta Claudio Scajola governò Imperia per tutti i cinque anni del mandato. Anni in cui la città capoluogo vide realizzata, ad esempio, la piscina polifunzionale.

Fu sempre nel periodo di Scajola sindaco che Imperia cominciò a ragionare concretamente sull’opzione porto turistico. Non rientra tra le opere pubbliche, ma fu di sicuro impatto e scatenò non poche polemiche, la decisione del sindaco Scajola di scegliere nel 1991 un unico santo patrono per Porto e Oneglia, identificato in San Leonardo.

Negli anni da sindaco Claudio Scajola dovette far fronte a due importanti crisi: la prima idrica, da cui se ne uscì con il by-pass dell’Arroscia; la seconda politica, con la sua amministrazione che fu più volte sul punto di cadere.

Nel 1995 si ripresentò con la lista civica “Amministrare Imperia”, che ottenne un ottimo risultato al primo turno, ma perse al ballottaggio per la spaccatura dei moderati. Fu così eletto sindaco di Imperia Davide Berio.

Poteva essere la fine della carriera politica di Claudio Scajola, fu invece l’inizio. Poco dopo aderì a Forza Italia, ne divenne parlamentare e coordinatore nazionale, ricoprendo poi per quattro volte il ruolo di ministro.

Oggi Claudio Scajola torna a riproporsi sullo scenario cittadino, provando a dimostrare il vecchio adagio che “non c’è due senza tre”.