Dal frutto proibito, all’eucarestia fino all’Ultima Cena. Sono tanti i riferimenti nell’Antico e Nuovo Testamento, al cibo e alla convivialità.

Quello tra religione, spiritualità, alimentazione e nutrimento, è sempre stato un legame forte e tangibile.

Mons. Antonio Suetta, vescovo della diocesi Ventimiglia-Sanremo, ne ha parlato questa mattina durante il convegno dal titolo “2018 anno del cibo italiano”, all’interno della manifestazione Olioliva, la festa dell’olio nuovo ad Imperia.

Il cibo è legato alla sopravvivenza dell’uomo. Costituisce quindi un paradigma per leggere e comprendere la sua umanità. La relazione con il cibo non è qualcosa di semplicemente meccanico come avviene per le piante e gli animali. Pensiamo all’eucarestia che è il momento più alto dell’esperienza cristiana. Il segno dell’eucarestia è il segno di un banchetto. Evoca, quindi, il bisogno di nutrimento dell’uomo, ma anche l’esperienza felice della comunione,” spiega Suetta.