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L’esclusione di due bambini residenti a Cervo dalla formazione della classe prima nel plesso “A. Ferrari” del borgo ha generato una controversia sulla quale l’amministrazione prende una posizione netta, schierandosi con le famiglie a favore del diritto all’istruzione dei residenti. Il caso nasce dalla saturazione della classe, fissata a un limite di 17 posti, e dall’applicazione di criteri di precedenza adottati dall’Istituto Comprensivo Statale di Diano Marina, tra cui la “residenza d’ambito territoriale”, che metterebbe sullo stesso piano i residenti di Cervo, di San Bartolomeo al Mare e di Villa Faraldi.

Nonostante la vicinanza delle rispettive abitazioni alla scuola, due bambini residenti a Cervo sono stati così inseriti in lista d’attesa. L’amministrazione comunale disapprova in particolare i criteri adottati dall’ICS di Diano Marina, ritenendoli lesivi del diritto dei cittadini di accedere ai servizi scolastici nel proprio territorio. La saturazione dei posti sarebbe stata causata infatti dall’accoglimento di domande di famiglie non residenti che hanno esercitato una “libera opzione” verso Cervo, pur avendo scuole di riferimento nei propri comuni.

“La scelta della scuola non deve penalizzare chi vive nel borgo: pur nel rispetto delle autonomie scolastiche di dotarsi di criteri per la formazione delle classi, la norma che sancisce il diritto della residenza anagrafica non puĂČ essere negoziabile”, cosĂŹ la sindaca Lina Cha. “È necessario mantenere le due opzioni di tempo scuola nell’ambito territoriale dei tre Comuni della Valle Steria, senza contare inoltre che il trasferimento genererebbe un danno erariale relativo al servizio di trasporto per i comuni”.

La criticitĂ  si estende alle scuole primarie dell’intero Golfo: da una parte a Cervo – scuola a tempo pieno – gli iscritti risultavano piĂč dei 17 consentiti, dall’altra parte a San Bartolomeo al Mare – scuola a modulo – gli iscritti erano soltanto due.

“Come amministrazione di San Bartolomeo, ci sentiamo di insistere affinchĂ© l’Istituto Comprensivo richieda l’organico per 5 classi anzichĂ© quattro a fronte delle 76 iscrizioni registrate”, cosĂŹ Norma DaccĂČ, consigliere comunale di San Bartolomeo all’istruzione. “Desideriamo ribadire il nostro impegno nel rappresentare e tutelare la comunitĂ , mettendo al centro i bambini e il loro diritto a un’offerta educativa accessibile, equilibrata e sostenibile. Il trasferimento di bambini da San Bartolomeo ad altri plessi per la soppressione della classe prima minerebbe, di fatto, il diritto allo studio degli stessi, creando altresĂŹ evidenti disagi ai genitori costretti a spostamenti difficoltosi e onerosi. Crediamo fermamente che mantenere le nostre scuole aperte e funzionali sia una risorsa vitale per la crescita del territorio; la scuola non Ăš solo un luogo di studio, ma il cuore pulsante della nostra collettivitĂ , dove si coltiva il futuro del Paese e si realizza un autentico diritto all’istruzione. Garantire questo servizio significa evitare disagi alle famiglie e investire nello sviluppo sociale di tutti: per questo, confidiamo in un dialogo proficuo e in un accoglimento positivo di questa opportunitĂ  per la nostra comunità”.

Con l’adozione di un atto d’indirizzo urgente per garantire il diritto all’istruzione (delibera n.8/2026 del consiglio comunale), l’amministrazione di Cervo si impegna a tutelare l’accesso dei bambini residenti nel borgo alla scuola “A. Ferrari”. È stata inviata una diffida formale all’ICS Diano Marina e all’Ufficio Scolastico Regionale affinchĂ© siano riviste le graduatorie dando prioritĂ  assoluta alla residenza anagrafica, ed Ăš stato richiesto un incontro urgente con il dirigente scolastico per valutare la riassegnazione degli alunni non residenti verso i loro plessi di naturale appartenenza. Nel frattempo, i genitori di uno dei due bambini di Cervo hanno presentato ricorso al TAR Liguria.

“L’istruzione primaria ù un pilastro fondamentale per la nostra comunità”, conclude Lina Cha. “La scuola di Cervo, fondata su un antico lascito storico, deve restare al servizio dei suoi cittadini. L’amministrazione continuerà a monitorare la situazione, pronta a intraprendere ogni ulteriore azione legale e amministrativa necessaria per garantire che nessun bambino di Cervo sia costretto a frequentare la scuola altrove per via di criteri interpretativi ritenuti irragionevoli”.