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Evento nell’evento: i martedì Letterari del Casinò di Sanremo si confermano cenacolo culturale di levatura internazionale. Domani 2 ottobre alle ore 16.30 introdotto dalla dott.ssa Marzia Taruffi, responsabile dell’Ufficio Cultura del Casinò di Sanremo, l’avv. Antonio Binni, Sovrano Gran Commendatore e Gran Maestro della Gran Loggia d’Italia (Palazzo Vitelleschi) sarà relatore al Martedì Letterario del Casinò di Sanremo sul tema: “La massoneria in Europa e in Italia alla ricerca della libertà”.

Dopo il prof. Vinicio Serino, docente di antropologia all’Università di Siena, interviene Aldo Alessandro Mola, autore di Storia della Massoneria in Italia dal 1717 al 2018. Tre secoli di un Ordine iniziatico (ed. Bompiani, pp.832), già in seconda edizione a due mesi dalla pubblicazione, scritto sulla scorta di numerosi e innovativi inediti.

Il Sovrano Gran Commendatore e Gran Maestro Antonio Binni torna per la quarta volta ai Martedì letterari  di San Remo: uno tra gli appuntamenti più prestigiosi della vita culturale italiana e internazionale.

Conclude l’incontro un concerto di musiche massoniche con il maestro Vitaliano Gallo.

Al termine viene inaugurata la prestigiosa mostra “Lucio Fontana al Casinò di Sanremo” creata in collaborazione con il circolo degli artisti di Albissola, La Fondazione Centofiori di Savona, il comune di Albissola Marina. Relaziona la storica dell’Arte dott.sa Federica Flore. L’incontro è stato inserito nel piano di Formazione dei Docenti e dei Giornalisti.

ALDO A. MOLA, STORIA DELLA MASSONERIA IN ITALIA DAL 1717 AL 2018 (Ed. Bompiani, 2018)

Perché Carlo De Benedetti nel 1975 decise di entrare in una loggia massonica di Torino e ci rimase tre anni? Perché nel Giubileo della Misericordia papa Francesco ha ribadito la scomunica dei massoni? Perché il Movimento Cinque Stelle, la Lega, Liberi e Uguali vietano le logge ai loro iscritti o simpatizzanti? E’ davvero attendibile la Relazione della commissione antimafia che definisce la massoneria “sostanzialmente segreta”? Quale sorte avranno le logge italiane  nei prossimi anni? L’Italia è sotto osservazione anche per la massonofobia dilagante

Ne spiega radici antiche e paradossi attuali il nuovo libro di Aldo A. Mola, da decenni autorevole storico della Massoneria, documenti alla mano.

La nuova Storia della massoneria in Italia di Aldo A. Mola documenta che, dopo settant’anni di sperimentazioni nel Coso del Settecento (Cagliostro, Casanova, Sangro di San Severo)  in trecento anni le logge hanno vissuto solo dieci anni di vera libertà, ma sotto le Aquile di Napoleone I (1805-1814).

Introdotta dall’estero (Gran Bretagna, Germania, Francia la massoneria in Italia fu policentrica e priva di un “progetto Italia”, all’epoca inesistente.

Dopo la proclamazione del regno d’Italia (1861) la massoneria faticò a darsi unità  e programma organico, tra Mazzini (che non fu mai massone, come non lo fu Cavour), Garibaldi, che appena eletto gran maestro si dimise, e figure che inventarono una massoneria lontana dalle Costituzioni originarie.

Solo con Adriano Lemmi (1885-1896) la massoneria imboccò la strada della collaborazione con lo Stato: il Re, il governo (Crispi), la cultura alta (Carducci), ma fu travolta da dissidi eterodiretti dalla Francia, divisioni politiche e scandali.

Nel ventennio seguente il Grande Oriente d’Italia imboccò la via dell’opposizione repubblicana e della “rivoluzione” ma venne respinto da socialisti, clericali , nazionalisti e da Benedetto Croce che la irrise.

Nel 1914 compì l’errore di farsi avanguardia dell’interventismo in una visione italocentrica di una guerra che era ormai europea e divenne mondiale. Venne battuta in velocità da nazionalisti e dal socialmassimalista Mussolini che poi fondò i fasci di combattimenti (zeppo di massoni) e in cinque anni disintegrò la massoneria assorbendone gli esponenti più capaci per lo Stato e l’ammodernamento della società, come Alberto Beneduce, regista dell’ IRI e della riforma della Banca d’Italia.

Sulla base di inediti Mola documenta quanti gerarchi fascisti entrarono in loggia prima e dopo la proclamazione di incompatibilità tra massoneria e fasi: Giuseppe Bottai, il “fascista critico”, Italo Balbo, quadrumviro della Marcia su Roma, Edmondo Rossoni, capo dei sindacati fascisti, e il celebre Curzio Malaparte.

Massoneria e regime convissero. Molti  massoni entrarono a vele spiegate nei Rotary, protetti dal presidente onorario Vittorio Emanuele III, mentre all’estero organizzavano attentati contro la monarchia.

Dopo il crollo de regime la Massoneria si riorganizzò. Era e rimase divisa (Grande Oriente, Gran Loggia, che presto iniziò anche le donne) ma  continuò a fare i conti con scomunica pontificia, ostilità della Democrazia cristiana e condanna del Partito comunista che la liquidava come borghese.    

L’antimassonismo, però, non è radicato solo in partiti e chiese , m anche nell’esoterismo e nei massoni, che si sono condannati a vicenda. Il fratricidio massonico è un fiume carsico, connesso alla gracilità della massoneria in Italia, rimasta ai margini dello Stato e circondata da un’opinione pubblica sospettosa e ostile, a differenza di quanto accade nei Paesi più liberali, da Germania e Francia a Gran Bretagna e USA.

L’Appendice contiene inediti quali le Istruzioni segrete di David Levi sul  scopo e organizzazione della Massoneria (1861), sulla evaporazione del Tesoro massonico dopo lo scioglimento del 1925,  sull’azione dei massoni in esilio e sui legai tra Massoneria e Casa Savoia. L’unico Savoia sicuramente massone, ricorda Mola, fu una donna: la Principessa di Lamballe, linciata dalla plebaglia parigina nel settembre 1792…

Antonio Binni, ottantenne, è avvocato civilista. Laureato con lode in Giurisprudenza all’Università di Bologna, ha perfezionato gli studi presso le Università di Gottinga e Berlino. A Bologna è titolare di uno degli studi legali più prestigiosi della città, attività che ha lasciato nel 2014 per dedicarsi esclusivamente alla carica di Gran Maestro della Gran Loggia d’Italia degli A.L.A.M.(Palazzo Vitelleschi).

Aldo Alessandro Mola (Cuneo, 1943), contitolare della Cattedra Théodore Verhaegen all’Università Libera di Bruxelles, dal 1977 preside nei Licei, dal 1967 è autore di saggi, opere e biografie, tra cui Storia della Massoneria italiana dalle origini a oggi (Bompiani, 1976; 2013, VIII^ ristampa della 3^ edizione), Storia della Monarchia in Italia (Bompiani, 2001), Declino e crollo della monarchia in Italia (Mondadori, 2006) e le biografie di Giuseppe Garibaldi (1982),  Adriano Lemmi (1985), Giuseppe Mazzini (1986),  Silvio Pellico (2005),  Giosue Carducci (1906). La sua opera Giovanni Giolitti, lo statista della Nuova Italia (2003) dal 2012 è nei Classici della Storia Mondadori.

Condirettore di Il Parlamento italiano dal 1861 al 1992 (Milano, Nuova Cei, voll. 24), nel 2011 ha pubblicato Italia. Un Paese speciale. Storia del Risorgimento e dell’Unità (Torino, Ed. del Capricorno, voll.4).

Dal 1982 collabora con l’Ufficio Storico dello Stato Maggiore dell’Esercito, per il quale ha coordinato convegni, curandone gli Atti (Garibaldi, Generale della libertà, 1982; Garibaldi vivo, 1982; Forze Armate e guerra di liberazione). Ha curato la riedizione dell’ “Inchiesta su Caporetto” (US-SME, 2014 ).

Dirige il Centro europeo “Giovanni Giolitti” per lo studio dello Stato (Dronero). Ha concorso alla traslazione a Vicoforte delle Salme di Vittorio Emanuele III e della Regina Elena. Dal 1980 è Medaglia d’Oro di benemerito della scuola, della cultura e dell’arte.