Caccia, misure anti-Covid e nuove deroghe regionali: ecco cosa cambia con la Liguria 'arancione'

Dopo alcuni giorni di dubbi e spaesamento, è arrivata ieri la notizia da Regione Liguria di alcune deroghe in ambito venatorio che chiariscono meglio cosa si può e cosa non si può fare in questa situazione di semi lockdown causato dalla seconda ondata di contagi Covid-19.

“Questa emergenza che sta toccando settori sicuramente più importanti della caccia ha comunque avuto un impatto anche sull’attività venatoria,” spiega Roberto Scarella, cacciatore. “Siamo abituati – aggiunge – ad avere molta legislazione dal punto di vista nazionale, regionale e locale. Abbiamo una divisione della provincia di Imperia in una zona Alpi e una zona definita Ambito Territoriale di Caccia. In una situazione normale i cacciatori possono spostarsi liberamente in queste due zone.”

Una libertà venuta meno da quando la Liguria è entrata in zona arancione. Vietati, infatti, gli spostamenti in comuni differenti da quello di residenza o domicilio.

Se da una parte le restrizioni interessano una passione sicuramente limitabile come tante in questo periodo, i rischi di uno stop alla caccia riguardano anche le attività dell’entroterra.

Per questa ragione la Regione Liguria, sotto input del vicepresidente Alessandro Piana, ha approvato alcune deroghe per la caccia agli ungulati, che spesso sono causa di gravi danni all’agricoltura, avvicinandosi anche ai centri abitati.

Stando alle nuove deroghe regionali è stato ridotto del 25% il numero minimo di componenti operativi per poter effettuare una battuta. Inoltre, da ieri è consentito anche a persone esterne alla squadra, sia cacciatori di altre squadre che non iscritti a nessuna squadra, di aggregarsi per raggiugere la quota stabilita. Sarà inoltre possibile rivedere temporaneamente le zone venatorie, che spesso travalicano i confini, in modo da consentire a persone di uno stesso comune di cacciare nei limiti del territorio comunale.

“Andare a limitare lo spostamento di una persona che parte dal proprio domicilio e va in un bosco da sola, o comunque ben distanziata dagli altri compagni di caccia, non lo capiamo. Verosimilmente in quelle zone non si incontra nessuno dall’alba al tramonto. Tuttavia ci rendiamo conto che è un momento complicato per tutti a livello sanitario ed economico. L’augurio è quello di poter tornare presto tutti alla normalità,” conclude Scarella nella video intervista visibile integralmente a inizio articolo.