La Procura Europea di Torino ha aggiornato lâinchiesta relativa al presunto tentativo di ottenere 6,4 milioni di euro di fondi Pnrr per il biodigestore di Taggia, ampliando il numero degli indagati e includendo anche lâex dirigente provinciale Michele Russo.
Restano coinvolti nellâindagine lâex ministro e presidente della Provincia Claudio Scajola, Riccardo Demicheli e la societĂ Avalon Srl. Le ipotesi di reato sono state rimodulate in tentata indebita percezione di erogazioni pubbliche e falso ideologico aggravato, in concorso.
Secondo lâimpostazione accusatoria, il progetto sarebbe stato presentato come impianto autonomo per il trattamento della frazione organica, mentre in realtĂ sarebbe stato inserito in un sistema piĂč ampio non conforme ai requisiti per lâaccesso ai finanziamenti Pnrr. Contestata inoltre la dichiarazione di conformitĂ al principio ambientale DNSH (“Do No Significant Harm”).
Gli inquirenti attribuiscono a Demicheli il ruolo di ideatore della pratica, a Russo quello di responsabile tecnico e a Scajola la consapevolezza o comunque lâaccettazione del rischio di indebita percezione del contributo. I fondi richiesti non sono mai stati erogati e risultano nel frattempo revocati.
Sulla vicenda interviene lâavvocato Elisabetta Busuito, difensore di Claudio Scajola, che afferma: âAnche a seguito delle modifiche apportate alla contestazione provvisoria del presunto tentativo di indebita percezione di erogazioni pubbliche (tentativo poichĂ© la Provincia non ha mai percepito le somme oggetto di finanziamento) e delle connesse ipotesi di falso, sono assolutamente convinta della graniticitĂ delle argomentazioni esposte nella memoria difensiva del novembre scorso per dimostrare la pacifica assenza di qualsivoglia responsabilitĂ del presidente Claudio Scajolaâ.
Lâavvocato prosegue: âQuesti, infatti, per come emerso dagli stessi approfondimenti investigativi compiuti dal Pubblico Ministero (anche successivamente al deposito della nostra memoria), ha sottoscritto la domanda di accesso al finanziamento Pnrr – fulcro delle indagini della Procura Europea – senza che gli fossero mai state rappresentate da alcun tecnico criticitĂ o altre circostanze ostative alla candidaturaâ.
E aggiunge: âCandidatura peraltro formalizzata in una fase storica in cui il progetto definitivo del futuro biodigestore non era ancora disponibile. A riprova della condotta assolutamente lineare e specchiata che il presidente ha tenuto nella vicenda, si impone il fatto che Ăš stato egli stesso, con grande spirito di trasparenza, a portare formalmente a conoscenza del Ministero dellâAmbiente e della Sicurezza Energetica le problematiche legate alla paventata impossibilitĂ di rendere autonome le varie componenti dellâimpianto di Taggia, una volta che tali criticitĂ gli sono state illustrate dai tecnici. Ă proprio sulla base della sua comunicazione che il Ministero ha avviato il procedimento di revoca del finanziamento. Non possiamo che essere pienamente e convintamente fiduciosi nellâoperato della magistraturaâ.
La legale ribadisce infine la convinzione che âanche qualora si dovesse procedere a un accertamento processuale dei fatti, secondo le fisiologiche dinamiche delle indagini penali, esso consentirĂ di confermare lâassoluta correttezza del comportamento del presidente Scajola, che ha agito in assoluta buona fede e nel perseguimento di un interesse collettivoâ.
Sulla vicenda interviene anche il consigliere comunale di opposizione a Imperia, Luciano Zarbano, che richiama la distinzione tra profilo giudiziario e politico: âLa conclusione delle indagini preliminari impone una riflessione netta e non piĂč rinviabileâ, commenta.
âSia chiaro: non spetta alla politica sostituirsi alla magistraturaâ, dichiara, ânĂ© anticipare giudizi che competono solo agli organi inquirenti e giudicanti, rimanendo sempre ancorati al principio di presunzione di innocenza. Ma proprio per questo, senza trascendere nella speculazione di una propaganda inopportuna, la politica ha il dovere di misurarsi con un altro piano, quello dellâopportunitĂ , della credibilitĂ e del rispetto dovuto alle istituzioniâ.
Zarbano sottolinea inoltre le ricadute sullâimmagine pubblica: âPerchĂ©, al di lĂ degli esiti giudiziari, da questa vicenda emerge comunque un dato politico e amministrativo preoccupante sotto gli occhi dellâopinione pubblica: una gestione della cosa pubblica troppo disinvolta, troppo leggera, troppo poco allâaltezza della responsabilitĂ che dovrebbe accompagnare chi ricopre ruoli apicaliâ.
E conclude: âQuando si maneggiano risorse pubbliche e finanziamenti europei non puĂČ esserci spazio per superficialitĂ o forzature. Le istituzioni non si difendono minimizzando. Si difendono assumendosi fino in fondo la responsabilitĂ delle proprie scelte. Ă tempo che il presidente della Provincia faccia una seria riflessione e ne tragga le opportune conclusioniâ.








