ââLa situazione Ăš grave ma non Ăš seriaâ, diceva Ennio Flaianoâ. Con questa citazione il consigliere regionale del Partito Democratico e vicepresidente della commissione SanitĂ Enrico Ioculano ha aperto oggi in Consiglio regionale la relazione con cui ha illustrato le ragioni della contrarietĂ all’intesa sull’autonomia differenziata sottoscritta dal presidente Bucci.
âĂ grave perchĂ© in gioco c’Ăš l’uguaglianza nell’accesso alle cure e, piĂč in generale, l’esercizio di diritti fondamentali. Non Ăš seria perchĂ© la fretta con cui la si vuole chiudere risponde al calendario politico di Pontida, non a un’analisi degli effetti reali che produrrĂ sui nostri cittadiniâ, ha dichiarato Ioculano, vicepresidente della commissione SanitĂ .
Al centro dell’intervento, i numeri che la maggioranza non ha voluto affrontare: gli schemi di intesa sono sostanzialmente identici per Liguria, Lombardia, Veneto e Piemonte, nonostante condizioni sanitarie ed economiche profondamente diverse. âLa sanitĂ lombarda ha oggi i conti in equilibrio. La sanitĂ ligure ha chiuso il 2025 con un buco certificato dalla Corte dei conti di 125,7 milioni di euro. Dare alle Regioni la stessa facoltĂ di finanziare con risorse proprie prestazioni aggiuntive e incentivi per il personale non significa dare a tutte lo stesso vantaggio: per chi ha i conti in ordine Ăš uno strumento concreto, per la Liguria Ăš una facoltĂ che i conti reali non permettono di esercitareâ.
Il rischio piĂč concreto, secondo Ioculano, riguarda proprio il personale sanitario: âUn professionista non confronterĂ piĂč due cifre in busta paga, ma due sistemi in cui lavorare. Nelle nostre zone di ponente e di levante, giĂ oggi la Francia e la Toscana sono poli di attrazione per medici e infermieri. Bucci firma un’autonomia che rischia di sottrarre altro personale proprio dove la rete ospedaliera Ăš giĂ in sofferenzaâ.
Ioculano evidenzia poi i rischi per le professioni e la Protezione civile: âCreare professioni di ârilievo regionaleâ introduce frammentazione e barriere burocratiche al lavoro nazionale. Lo stesso vale per la Protezione civile: in un Paese fragile come l’Italia, le emergenze non si fermano ai confini amministrativi e richiedono coordinamento e solidarietĂ nazionale, non logiche di isolamento o competizione tra territoriâ.
Il consigliere ha richiamato infine la giurisprudenza costituzionale: âLa Corte costituzionale ha chiarito che i vantaggi dell’autonomia territoriale vanno ottenuti senza pagare un prezzo elevato in termini di diseguaglianze. Ă esattamente il prezzo che la Liguria rischia di pagare: non perchĂ© l’autonomia sia sbagliata in sĂ©, ma perchĂ© il criterio scelto premia chi ha giĂ di piĂč, invece di compensare chi parte da una condizione piĂč difficileâ.
Netta la conclusione: âBucci firma in nome dell’autonomia della Liguria, e saranno altre Regioni â quelle che faranno ricorso contro questa intesa â a dover difendere la Liguria dalle conseguenze della sua scelta. Un paradosso che dice molto di questa vicenda e che rischia di far pagare ai liguri il conto della propaganda della Legaâ.







