ATTAC Imperia

Riceviamo e pubblichiamo di seguito il comunicato stampa da parte di ATTAC Imperia:

“Mentre anche a Imperia si svolgeva una straordinaria giornata di mobilitazione sociale, con uno sciopero generale, per merito dell’Unione Sindacale di Base, che ha permesso ai movimenti studenteschi di unirsi alle lotte del mondo del lavoro, le teste e i cuori erano anche con i tre attivisti imperiesi fermati in Cisgiordania. Insieme ad altri solidali internazionali aiutavano agricoltori palestinesi nella raccolta delle olive ad al-Lubban al-Gharbi, in un’area occupata a nord ovest di Ramallah.

Sono stati accusati di aver violato un’ordinanza del comando militare e processati per l’espulsione.

Attac Imperia esprime massima vicinanza agli attivisti internazionali che con la pratica della nonviolenza attiva, supportano la sopravvivenza del popolo palestinese, in un territorio dove l’espansione degli insediamenti dei coloni, la confisca delle terre e le restrizioni delle libertà hanno progressivamente ridotto, in decenni di apartheid, l’accesso dei palestinesi alle proprie terre.

Restrizioni che hanno conseguenze devastanti sulla vita e sui mezzi di sussistenza delle comunità agricole, minacciate da aggressioni particolarmente intense durante la coltivazione e la raccolta delle olive, anche laddove l’accesso sarebbe legittimo.

Quanti soprusi e violenze dovranno ancora essere compiute prima che i crimini indicibili di Israele cessino di perpetuare la distruzione del popolo palestinese?

E’ bene ribadire dunque che la presenza di solidali internazionale è vitale per la difesa delle terre e per resistere allo sfollamento.

La lotta per la liberazione della Palestina è una questione che riguarda tutte e tutti. Le piazze come quelle del 30 ottobre non riusciranno nell’immediato ad invertire la rotta di un’economia che si vuole indirizzare verso la guerra, comprimendo i salari, diritti e futuro, erodendo le risorse alla scuola e alla sanità, ma aiutano a costruire una filiera di resistenza alla militarizzazione delle menti e alla israelizzazione del mondo.

L’ideologia sionista va ben oltre il sistema di apartheid israeliano, poiché mentre assistiamo ad un genocidio trasmesso in diretta, vengono esportate armi e tecnologie che alimentano la torsione autoritaria delle nostre società occidentali e nutrono le nuove guerre capitaliste.

Le mobilitazioni giovanili che avvengono in Italia come in Francia, in Spagna e in altri Paesi sono dunque il segnale che qualcosa sta cambiando, come reazione alla ‘ragione bellica’ e all’economia di guerra, alla crescita delle disuguaglianze e della povertà, con la questione di Gaza nelle menti e nei cuori“