Alla scoperta del borgo di Aurigo, perla dell'entroterra imperiese

Caratteristico borgo ligure di crinale, Aurigo è un piccolo comune di circa 300 abitanti situato nell’entroterra imperiese. L’origine del toponimo è forse ricollegabile al termine latino apricus, ossia “esposto al sole”, derivante dalla posizione estremamente vantaggiosa, aperta e soleggiata.

Le prime notizie storiche documentate risalgono al XIII secolo quando, per la sua posizione geografica, fu scelto dai conti di Ventimiglia per la costruzione di un castello. Fu proprio la sicurezza offerta dal loro castello che permise alla popolazione di andarsi a porre sotto il controllo del maniero, edificando un borgo allungato su di uno sperone collinare e lasciando il primitivo nucleo insediativo più a monte, di cui rimane la chiesa di Sant’Andrea.

Intorno al 1270 questa zona fu attaccata e conquistata dalle truppe di Carlo d’Angiò che assoggettò Aurigo al suo volere fino alla riconquista, tre anni più tardi, da parte dei conti ventimigliesi anche grazie all’aiuto prestato da Genova. Nuovi scontri e assedi interessarono ancora il borgo sul finire del Quattrocento, quando il signore del Maro Giovanni Antonio di Tenda, per rivendicare antichi e presunti diritti sulla zona, compì un vero e proprio assalto al locale castello dei conti di Ventimiglia (distrutto nel 1480) obbligando questi ultimi alla resa e alla fuga da Aurigo. La nuova proprietà feudale dei Lascaris di Ventimiglia fu tale fino al 1511 quando, con l’aiuto di Renato di Savoia, i conti ventimigliesi tornarono in possesso del loro feudo aurighese.

Nel 1575 Aurigo, così come tutta la valle di Oneglia, entrò a far parte dei domini di Emanuele Filiberto di Savoia. Rimase comunque importante il ruolo di un ramo dei conti di Ventimiglia, divenuto poi Ferrero De Gubernatis Ventimiglia, che ottennero la possibilità di esercitare diritti su Aurigo come feudatari dei Savoia. Il paese seguì quindi le sorti degli altri limitrofi, divenendo parte integrante del Regno di Sardegna nel 1815 e del Regno d’Italia nel 1860.

Proprio qui, ad Aurigo, rimane viva la tradizione della pasta secca nella sede dello storico panificio Bergonzo, dove è ripartita la produzione dopo la chiusura dello storico stabilimento Agnesi di Imperia.