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La Costa Azzurra è in confinamento dall’inizio del mese di novembre ma secondo l’ARS (Agenzia Regionale della Sanità) del Paca la circolazione del virus non mostra flessioni significative. La grande regione del sud-est francese, con una trentina di decessi al giorno è considerata una delle cinque più colpite dal Covid e le prossime settimane – dicono – saranno molto difficili per tutti.

I primi timidi segni di un miglioramento che provengono dall’Ile de France, cioè Parigi e dintorni, vengono commentati con estrema cautela trattandosi di un abbozzo di flessione che necessita di conferme ma uno spiraglio di luce arriva dalle ammissioni in intensiva che scendono negli ultimi tre o quattro giorni da 110 a 80, così come i ricoveri da 500 a 400.

La situazione non è la stessa in tutte le regioni transalpine ed il picco epidemico sembra sia ancora da raggiungere. A Nizza nessuno si fa prendere dall’entusiasmo ed anzi cresce l’allarme per la situazione dei posti letto disponibili nelle strutture ospedaliere. In tutta la Francia risultano ricoverati in terapia intensiva oltre 4.500 malati su una capacità aumentata da 5.000 a 6.400 posti letto, incrementabile ulteriormente fino a 7.500.

Una rondine non fa primavera neppure nel Principato di Monaco ma dopo giorni di incrementi di casi positivi (18 giovedì, 24 venerdì, 29 sabato) sino a sfiorare quota cinquecento dall’inizio della crisi, ieri domenica 8 novembre sono stati registrati solo tre i nuovi casi di Covid. Sono 18 i ricoverati al Princesse Grace tre dei quali in rianimazione mentre sono un centinaio i contagiati con pochi o nessun sintomo seguiti direttamente dalle loro abitazioni dentro le quali restano isolati. I dimessi dall’ospedale o guariti da casa ieri sono stati 14 per un totale di circa 350 persone che si sono liberate dal contagio dalla scorsa primavera.

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