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Si è svolta questa mattina, sabato 31 ottobre, al Museo della Resistenza di Costa di Carpasio, la cerimonia per lo scoprimento di sei targhe in legno dedicate alle Medaglie d’oro al Valor Militare “alla memoria” della Resistenza: Felice Casacione “U Megu”, Sergio Sabatini, Marco Dino Rossi “Fuoco”, Silvio Bonfante “Cion”, Roberto Di Ferro “Balletta” e Franco Ghiglia “Gigante”.

Un albero per ogni medaglia d’oro

L’iniziativa è stata promossa dall’ISRECIm – Istituto Storico della Resistenza e dell’Età Contemporanea di Imperia, congiuntamente alle associazioni partigiane ANPI e FIVL di Imperia.

“Ho voluto dedicare un albero a ogni Medaglia d’oro. Questi alberi erano stati piantati dai partigiani quando hanno costruito il museo e io ho voluto onorarli con delle Medaglie d’oro”, spiega Gabriella Campigotto, custode del Museo della Resistenza.

“Abbiamo aggiunto anche una spiegazione, perché chi viene qui può vedere una Medaglia d’oro e chiedersi perché lo sia. Sotto la targa viene quindi spiegato il motivo per cui quella persona ha ricevuto la Medaglia d’oro”, prosegue Campigotto.

“Ci tengo a precisare che le ho realizzate per loro, ma dietro a questo mondo della Resistenza ci sono tanti, tanti altri esempi che bisognerebbe ricordare”, conclude.

“È vero che loro sono l’emblema di tutti quelli che hanno partecipato e combattuto, ma anche, forse, di coloro che non hanno combattuto direttamente e hanno aiutato i partigiani, permettendo loro di mangiare o di avere un tozzo di pane o un bicchiere di latte”, dichiara Mariano Bianchi, sindaco di Montalto Carpasio.

“Loro sono la punta di diamante che noi ricordiamo, ma con loro ricordiamo tutti quelli che hanno combattuto contro il nazifascismo”, aggiunge.


Le targhe

Le targhe sono state realizzate da Dino Morando, presidente della sezione ANPI di Ceriale, e collocate sui sei alberi presenti nell’area del museo.

Alla realizzazione delle suddette targhe ha collaborato anche Enrico Corti, disegnatore tecnico oggi in pensione, che Morando ha voluto ringraziare.

“Quando ho da fare qualcosa mi appoggio a lui, perché io non sono un buon disegnatore, mentre lui è veramente bravo. Lui disegna, poi io scolpisco e faccio le targhe”, racconta Dino Morando.

“Mi sono sempre occupato di targhe, ho realizzato, come ho detto già prima, quelle dei Testico e altre. Cerco di aiutare il più possibile la memoria storica, andando anche nelle scuole per poter tramandare la storia di come è nata la nostra Costituzione, attraverso il sacrificio di tanti ragazzi, di tanti contadini e di tutti quelli che hanno aiutato la Resistenza”, prosegue Morando.

Presente alla cerimonia anche Vittorio Toesca, in qualità di membro dell’ANPI Sanremo – Sezione “Gian Cristiano Pesavento”, che ha sottolineato il valore dell’iniziativa nel mantenere vivo il tema dell’antifascismo.

“L’antifascismo è ancora vivo ed è necessario continuare a portare questo tema nelle nostre istituzioni, sul nostro territorio, tra le nostre persone. Ora più che mai, con i venti reazionari che soffiano sul fuoco della guerra, è importante ricordare le persone che hanno dato la vita per la libertà di tutti e tutte noi”, aggiunge.

“Voglio concludere con le parole del presidente Sergio Mattarella, che voglio fare mie, nostre, quando è venuto in visita a Imperia per il meeting italiano delle Province e ha detto: ‘Qui è nata l’Italia’. Non possiamo che concordare con queste parole e ricordarci che proprio su questi monti, grazie alla vita che è stata consegnata nelle mani della nostra nazione, è nato lo Stato italiano e la Costituzione della Repubblica”, conclude Toesca.

Successivamente alla cerimonia, la mattinata si è conclusa con un piacevole rinfresco conviviale fra le mura del museo.