Il Consiglio comunale di Imperia ha dovuto riconoscere in debito fuori bilancio ancora una volta per sanzioni annullate dal Giudice di Pace per autovelox privi di omologazione per circa 4.800 euro.
La pratica Ăš stata illustrata dall’assessore alle Finanze Monica Gatti, che spiega: “Il riconoscimento di debiti fuori bilancio Ăš relativo a diverse sentenze del Giudice di Pace su ricorsi del 2024-2025-2026, in particolare relativamente all’uso dei dispositivi privi di omologazione. Altre sentenze sono relative a vizi di notifica e a sinistri stradali. Il Comune si Ăš visto soccombente per un totale di circa 4.800 euro. Come previsto dalla normativa amministrativa, il Comune, con propria deliberazione, deve riconoscere la legittimitĂ di quanto iscritto all’ordine del giorno”.
Dalla maggioranza interviene il consigliere Davide La Moinica. Che spiega: “Il riconoscimento dei debiti fuori bilancio derivanti da sentenze esecutive Ăš un passaggio dovuto. Chi non riconosce questi debiti, espone lâEnte a subire procedure esecutive che causerebbero danni erariali. Entrando nel merito del problema legato allâinstallazione degli Autovelox, si tratta di una situazione che coinvolge tutti i Comuni e tutti gli Enti Locali dâItalia. Purtroppo il Decreto cosidetto SalvaVelox non ha risolto il dibattito dottrinale sulle procedure di approvazione e omologazione degli applicativi di rilevamento della velocitĂ . Ai sensi del Decreto Salvini SalvaVelox, i nostri autovelox sono autorizzati e possono rimanere installati. La maggior parte dei Comuni dâItalia, come Firenze, Bologna, Padova, Genova, che sono i Comuni che elevano piĂč multe tramite autovelox nel nostro Paese, tutti Comuni amministrati dal centro sinistra tra lâaltro, hanno deciso di non spegnere gli autovelox in quanto autorizzati a livello Ministeriale. In un contesto confuso e con una normativa ancora poco chiara e tenendo sempre presente che lâautovelox installato su strade pericolose ad alta frequenza di incidenti rappresenta un deterrente utile a indurre gli utenti della strada a mantenere una velocitĂ adeguata, credo non sia una scelta errata”.
Daniela Bozzano del Pd ha evidenziato che si tratta di una ventina di sanzioni elevate dalla Polizia locale, fra cui 17 per autovelox non omologati, che impongono anche il pagamento delle spese a carico del Comune. Dice la Bozzano: “Nonostante fosse chiara la normativa dell’epoca, l’amministrazione Ăš andata avanti perchĂ© era un metodo di approvvigionamento per le casse comunali. Ă una cosa inaccettabile e ci sono ancora 93 ricorsi pendenti per cui il Comune finirĂ col dover di nuovo pagare”. Sulla stessa scia Lucio Sardi di Alleanza Verdi Sinistra.
Ivan Bracco del Pd, riferendosi agli autovelox, parla di “agguato finanziario dell’amministrazione ai cittadini“, ricordando che gli apparati non omologati non sono regolari e che “il Decreto Salvini non ha risolto nulla e ha fallito”, perchĂ© “il ministero ha cercato di forzare la mano, ma la magistratura ha ricordato la gerarchia delle fonti, evidenziando che un Decreto non puĂČ derogare alla legge“.
Dice Luciano Zarbano di Imperia senza padroni: “Paghiamo 4.872 euro per 23 sentenze perse e non mi opporrĂČ: chi ha vinto va rimborsato. Ma 18 riguardano i tre autovelox fissi non omologati, usati per multare fino a marzo nonostante le sentenze contrarie della Cassazione. Altre nascono da errori dâufficio su PEC, PagoPA e notifiche: procedure da correggere, che pagano i contribuenti”.
Il sindaco Claudio Scajola, a sorpresa, chiama in aula il comandante della Polizia locale Alessio Moriano e gli chiede: “Con gli autovelox a Imperia siamo in regola?”. Risposa di Moriano: “Con il Decreto ministeriale siamo in regola“.
Il problema Ăš che proprio un istante prima il consigliere Bracco aveva evidenziato come il Decreto non sia preso in considerazione dai giudici in quanto fonte di diritto non superiore alla legge, che dice il contrario.
Lucio Sardi conferma le affermazioni di Bracco e mostra una disposizione europea fornita dalla consigliera del Pd Loredana Modaffari, che invita il Governo italiano a regolarizzare la vicenda riferita al Decreto contrastante con la legge.
La pratica Ăš stata approvata con i voti della maggioranza.
















