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Non soltanto la storia pubblica di Benito Mussolini, ma soprattutto ciò che accadde alla sua famiglia negli anni successivi: è il filo conduttore di “I Mussolini dopo Mussolini”, presentato questa sera da Edda Negri Mussolini al Teatro dell’Opera del Casinò di Sanremo, nell’ambito dei Martedì Letterari.

Nipote di Benito Mussolini, l’autrice ha descritto il libro come un percorso personale attraverso la memoria e le emozioni familiari. “Racconta i ricordi della famiglia, i miei ricordi sulla famiglia, le emozioni”, ha spiegato. “Parla anche di persone che magari non si conoscono: il dopoguerra, la vita dei miei parenti e dei miei zii, ma anche figure minori che hanno fatto parte della famiglia” ha raccontato l’autrice.

Nel racconto trovano spazio persone rimaste lontane dalla ribalta storica: la tata della madre, quella di Romano e Romualdo, l’autista del nonno. Volti quotidiani che, secondo l’autrice, contribuiscono a restituire un quadro più intimo della famiglia Mussolini dopo la fine della guerra.

Edda Negri Mussolini ha sottolineato il carattere diretto delle testimonianze raccolte. Rimasta senza madre a quattro anni e mezzo, ha raccontato di essere cresciuta con la nonna Rachele e con la nonna paterna Maria. “Quello che racconto non è un sentito dire, ma qualcosa di diretto”, ha affermato.

Tra le pagine che più la emozionano ci sono due lettere, una della madre e una del nonno, che l’autrice ha annunciato di voler condividere durante la presentazione. Documenti privati che diventano la chiave per leggere una vicenda familiare segnata dal peso di un cognome e dalla complessità della storia italiana.

Il cognome di Mussolini

Proprio il tema del cognome ha occupato una parte significativa dell’incontro. Edda Negri Mussolini ha raccontato di averlo acquisito nel 2012, attraverso un decreto prefettizio: fino a quel momento portava il cognome Negri, poiché la madre aveva assunto quello del marito. “Non è stato un grosso problema”, ha spiegato, ricordando di essere stata anche sindaco di Gemmano in Emilia-Romagna, nella provincia di Rimini senza che questo le creasse difficoltà.

Negli ultimi anni, tuttavia, il modo di portare quel cognome è cambiato, soprattutto per effetto dei social network. L’autrice ha riferito di ricevere messaggi ostili e minacce di morte, una situazione che in passato, ha precisato, non aveva mai vissuto. “C’è un odio che io chiamo dell’ignoranza, perché non sanno assolutamente le cose”, ha detto.

Edda Negri Mussolini ha affrontato anche il tema del rapporto dell’Italia con il fascismo. “Secondo me l’Italia non ha ancora fatto i conti con la dittatura fascista”, ha dichiarato, collegando la difficoltà di questo confronto alla mancanza di conoscenza storica e di dialogo, soprattutto tra i più giovani.

A guidarla, ha concluso, restano gli insegnamenti della nonna Rachele: “Non odiare, non cercare vendetta, dialogare e perdonare. Se è riuscita lei, possiamo farlo tutti”.