“Dal 1° ottobre un medico di medicina generale operante a Taggia andrà in pensione e 1.500 cittadini dovranno sapere a chi rivolgersi per la propria salute. Non possiamo aspettare che il problema diventi un’emergenza”, esordisce il consigliere comunale di opposizione Giuseppe Federico, che chiede al Comune, alla Regione Liguria e ad ASL1 di chiarire con anticipo quali soluzioni saranno messe in campo per garantire la continuità dell’assistenza.
“Dietro il numero di 1.500 persone ci sono anziani, famiglie, persone che hanno bisogno di cure continuative e cittadini che semplicemente vogliono sapere, con un po’ di anticipo, a chi potranno rivolgersi quando avranno bisogno del proprio medico. È una preoccupazione comprensibile e credo che meriti una risposta seria e tempestiva”, sottolinea. “Non voglio alimentare allarmismi e non sto dicendo che dal 1° ottobre 1.500 persone resteranno senza assistenza. Quello che dico è che queste persone hanno il diritto di sapere quale sarà la soluzione prevista per loro”.
Secondo Federico, la questione riguarda anche la disponibilità complessiva di medici di medicina generale sul territorio comunale.
“Da quanto mi risulta, oggi sono presenti sul territorio comunale otto medici di medicina generale a fronte di una popolazione di circa 15mila abitanti. Questo significa che, dal 1° ottobre 2026, i restanti sette medici di famiglia operanti sul territorio comunale saranno già tutti saturi e con le liste bloccate, impossibilitati ad accogliere anche solo una parte dei pazienti rimasti scoperti”, aggiunge il consigliere. “Non voglio fare polemica sul fatto che siano sufficienti o meno. Quello che mi interessa è capire quali soluzioni siano concretamente disponibili per gli assistiti del medico che cesserà l’attività e come verrà garantita la continuità dell’assistenza”.
Tra le strutture presenti sul territorio, Federico richiama anche la Casa della Comunità di Taggia, chiedendo quale ruolo potrà avere nell’affrontare la situazione.
“Una cosa è offrire un servizio di supporto”, afferma il consigliere, “un’altra è garantire la continuità dell’assistenza a circa 1.500 persone che perdono il proprio medico di riferimento. Bisogna quindi sapere come verranno affrontate le esigenze dei pazienti che necessitano di una presa in carico continuativa”.
“È chiaro che il Comune non può nominare un medico di famiglia, ma il sindaco rappresenta la comunità e, davanti a una situazione che coinvolge un numero così elevato di cittadini, credo sia importante che faccia sentire la voce di Taggia presso i soggetti che hanno la responsabilità di trovare una soluzione”, commenta. “Chiedo, inoltre, alla consigliera regionale Chiara Cerri di attivarsi presso Regione Liguria e ASL1 affinché venga individuata rapidamente una soluzione per i cittadini di Taggia interessati dal pensionamento del medico. Questa non è una battaglia politica. È una questione che riguarda la vita quotidiana delle persone. Quando si parla di salute, soprattutto per chi è anziano, fragile o ha bisogno di cure continuative, anche sapere semplicemente a chi rivolgersi può fare una grande differenza”.
“Il problema sarà oggetto di una interrogazione consiliare per conoscere dall’amministrazione comunale quali azioni siano state intraprese e quali risposte siano state ricevute da ASL1 e Regione Liguria”, conclude.








