Il Festival di lettere e arti sceniche Soleá nasce nel 2016 da una scommessa: che l’astrazione della parola letteraria potesse misurarsi con la concretezza della città, uscire dalle pagine stampate e abitare i luoghi che i cittadini di Sanremo vivono quotidianamente. A dieci anni di distanza, la scommessa non è soltanto una sfida culturale, ma l’autentico oggetto della manifestazione, in programma da giovedì 24 a sabato 26 settembre.
La decima edizione di Soleá, presentata questa mattina a Palazzo Bellevue, è realizzata da CMC/Nidodiragno Produzioni con la direzione artistica di Angelo Giacobbe e il sostegno dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Sanremo. Quest’anno il Festival sceglie il gioco d’azzardo come tema centrale, utilizzandolo come chiave di lettura e metafora della contemporaneità.
L’edizione 2026 di Soleá propone tre giorni di talk, performance, proiezioni cinematografiche e altre esperienze dedicate all’emozione e all’inquietudine del gioco d’azzardo, alle atmosfere affascinanti e torbide, dalle tinte noir, che permeano i luoghi del gioco.
Un percorso che intreccia narrativa, cinema e spettacolo dal vivo – aprendo per la prima volta anche alla danza – in uno stretto rapporto con la città, intrecciando le suggestioni delle sale da gioco del cinema americano alle riflessioni sul caso che vengono dalla letteratura e dal teatro.
Sanremo, la cui storia è scritta anche nelle pietre del suo Casinò, diventa ancora una volta il perfetto scenario per indagare l’anima e l’esperienza di chi gioca i propri soldi e di chi gioca le proprie parole. Una similitudine di grande fascino e mistero, vivace e inquietante al contempo.
Dopo il focus dedicato a Walter Benjamin nel 2025, l’approfondimento di quest’anno si sviluppa intorno a Tommaso Landolfi, raffinato intellettuale e assiduo frequentatore di Sanremo e del suo Casinò, scrittore che, più di ogni altro, rappresenta la sintesi delle sfide di questa edizione: un paroliere di strabiliante abilità e, al contempo, un giocatore accanito.
Autore prolifico e versatile, che si è misurato con la narrativa e la saggistica, la critica letteraria e la traduzione, perfino il teatro e la lirica, Landolfi ha saputo giocare con la lingua, sfidando in modo provocatorio le regole della grammatica. Il lato oscuro della sua biografia, il gioco d’azzardo, passione sviluppata fin dagli anni dell’Università, è una dipendenza che si riverbera in molte pagine delle sue opere.
Anche i diari rappresentano una spietata e lucidissima cronaca della perdita, non soltanto economica, ma intesa come vera e propria condizione esistenziale. Italo Calvino, tra i suoi primi e più attenti lettori, definisce così il rapporto di Landolfi con la letteratura: “Il gesto di chi impegna tutto sé stesso in ciò che fa e nello stesso tempo il gesto di chi butta via”.
Il programma di Soleá 2026
Il programma è intenso e articolato. Ad aprire le tre giornate dell’edizione 2026 di Soleá sono, la mattina alle 11, al Cinema Ariston Ritz (via Matteotti 212), le proposte cinematografiche: gli sguardi autoriali di alcuni grandi registi che hanno raccontato le contraddizioni legate al gioco e ai suoi luoghi.
• Giovedì 24 settembre: primo atto con Casinò di Martin Scorsese (1995), avvincente storia di crimine e violenza con Robert De Niro, Sharon Stone e Joe Pesci (Golden Globe e Nastro d’Argento a Dante Ferretti per la migliore scenografia);
• Venerdì 25 settembre: Mississippi Grind, diretto da Anna Boden e Ryan Fleck (2015), viaggio on the road attraverso il Sud degli Stati Uniti di due giocatori di poker (Ryan Reynolds e Ben Mendelsohn) alla ricerca del denaro perduto;
• Sabato 26 settembre: chiude il trittico Il collezionista di carte di Paul Schrader (2021), spietato ritratto dell’ambiguo rapporto degli americani con il gioco d’azzardo.
Soleá entra, quindi, per la prima volta nel tempio dello spettacolo sanremese: alcuni eventi della giornata conclusiva si svolgono anch’essi nella sala del Cinema Ariston Ritz. Una preziosa collaborazione, nata dalla sensibilità di Walter Vacchino, che testimonia una significativa sinergia cittadina e aggiunge prestigio a questa decima edizione.
La giornata d’apertura, giovedì 24 settembre, prevede alle 18, al Crikkot Bistrot (corso Imperatrice 48), l’ex En plein, luogo emblematico di una certa Sanremo che incrociava i propri destini con quelli del vicino Casinò, l’inedito talk “Controbuio. Vivere e morire al Casinò di Sanremo”, dal titolo del libro dello scrittore Orso Tosco.
L’incontro non si esaurisce nella forma della semplice presentazione letteraria, ma schiude una finestra su una Sanremo magnetica e vibrante. Una città che, a cavallo tra gli anni ’70 e ’80, è stata teatro di fervore politico, strisce d’ombra e suggestioni romantiche.
A dare respiro a questo racconto corale sono Orso Tosco, insieme a Renato Bergonzi, sociologo e raffinato cantore del territorio; Roberto Berio, per lungo tempo anima e caporedattore de Il Secolo XIX; e lo scrittore Romano Lupi, attento custode della memoria cittadina. Sull’onda dei ricordi e della narrativa dialogano con loro Claudia Claudiano, giornalista e operatrice culturale, e Angelo Giacobbe, direttore artistico di Soleá.
Forte del successo delle ultime edizioni, torna a caratterizzare Soleá il format della visita guidata. Il luogo da (ri)scoprire, questa volta, è il Casinò di Sanremo (corso Inglesi 18), il magnifico palazzo in stile Liberty progettato dall’architetto francese Eugène Ferret, che vantava alcuni arredi sul tema delle carte da gioco realizzati da Gio Ponti, designer tra i più creativi del secondo Novecento italiano.
“Dietro le quinte dell’azzardo” è il titolo della visita che avrà luogo venerdì 25 settembre alle 11: una passeggiata alla scoperta di segreti, aneddoti e luoghi nascosti del Casinò con la preziosa guida di Mauro Laura, ex croupier e promotore culturale. Per la visita guidata è richiesta la prenotazione su Eventbrite.it.
Nella stessa giornata di venerdì, alle 21, al Teatro del Casinò di Sanremo, è di scena INRI – Echi landolfiani tra sacro e quotidiano, uno spettacolo di teatro-danza liberamente ispirato al racconto Le due zittelle di Tommaso Landolfi.
Prodotto dalla compagnia Zerogrammi, lo spettacolo è scritto da Fabio Chiriatti e interpretato da Chiara Guglielmi e Stefano Mazzotta, che firma anche musiche, luci, scene e costumi.
I personaggi del racconto, dai colori grotteschi e paradossali, si muovono sulla scena in un percorso temporale che imita quello di una sgangherata liturgia e trasformano in danza le parole e il silenzio, il sacro e il profano, la crudeltà e la tenerezza di una religione al confine tra spiritualità e bigottismo.
Sabato 26 settembre, alle 18 al Cinema Ariston Ritz, si entra nel vivo del focus dedicato a Tommaso Landolfi con il talk “Le regole del gioco. Fiches, destini e parole: l’ossessione della sorte nella traiettoria di Landolfi e Calvino”.
Ad approfondire i legami tra narrativa e gioco, esplorando le convergenze tra Landolfi e Calvino, alcuni intellettuali e artisti porteranno le loro diverse prospettive: Elena Arnone, curatrice della rivista del Centro Studi Landolfiani; Davide Belgradi, ricercatore che si è dedicato in particolare a Landolfi e Calvino; la storica dell’arte Letizia Lodi, studiosa delle contaminazioni tra arte e letteratura; l’autore e regista televisivo Giuseppe Sansonna; Stefano Verdino, critico letterario; il regista teatrale Carlo Sciaccaluga; Clemente Tafuri, direttore artistico di Teatro Akropolis. Conduce l’incontro Rosalba Ruggeri.
La giornata, e la decima edizione di Soleá, si chiudono alle 21, sempre al Cinema Ariston Ritz, con Ventiquattro ore nella vita di una donna, reading tratto dall’omonima novella di Stefan Zweig, che vede protagoniste la bravissima Sara Bertelà (voce narrante) e Chiara Di Benedetto (violoncello, elettronica, voce).
“E proprio lì, in un casinò, ebbero inizio le ventiquattro ore, più eccitanti di qualunque gioco, che avrebbero sconvolto per anni la mia esistenza”. Una gentildonna inglese racconta le sue ore trascorse a Montecarlo in un casinò, l’incontro con un giovane devastato dalla febbre del gioco, la riscoperta della vita e il desiderio della morte.
Scrittore tra i più apprezzati del primo Novecento, austriaco di famiglia ebraica, costretto a cercare rifugio prima a Londra e poi a New York dopo la messa al rogo delle sue opere nel 1934, Stefan Zweig coniuga in quest’opera, con assoluta maestria, suspense e introspezione. L’adattamento reca la firma di Francesco Scarrone, autore e drammaturgo per il cinema e il teatro.
Info e prenotazioni
Come avvenuto per le precedenti edizioni, anche quest’anno l’immagine grafica del Festival porta una firma artistica, quella di Agostino Mollo e Paolo Tomei dello Studio Nduja, con la supervisione della comunicazione visiva di Francesco Carlucci.
Tutti gli appuntamenti in programma sono a ingresso libero, fino a esaurimento dei posti disponibili, a eccezione delle proiezioni presso il Cinema Ariston Ritz (ingresso 5 euro, abbonamento 3 ingressi 9 euro).
Per la visita guidata al Casinò di Sanremo (25 settembre, ore 11) è richiesta la prenotazione su Eventbrite.it.
Per ulteriori informazioni: info@nidodiragno.it, +39 393 8753637 (telefono e WhatsApp).





