comissione aurelia bis sanremo

Si è riunita questa mattina poco dopo le 11, presso Sala degli Specchi del Municipio di Sanremo, la seconda commissione consiliare dedicata all’Aurelia Bis, convocata dopo il consiglio comunale monotematico dello scorso 20 agosto.

Presenti, oltre ai commissari, l’assessore all’Urbanistica Massimo Donzella, l’ingegnere Gianbattista Miceli e diversi tecnici ed esperti indicati dalle diverse forze politiche, chiamati a confrontarsi ed esprimere spunti sulle possibili modifiche al progetto dell’infrastruttura.

La riunione è partita dagli otto punti dell’ordine del giorno approvato dal Consiglio comunale, con particolare attenzione al mantenimento degli svincoli previsti dalla cosiddetta “soluzione E” e alla possibilità di arrivare a una proposta alternativa da sottoporre ad Anas.

Pesenti fra il pubblico, anche esponenti di alcuni comitati cittadini sorti attorno al dibattito sul progetto.

Dopo un iniziale incomprensione sul lascito documentale della seduta, chiarita dal presidente del Consiglio Comunale Alessandro Il Grande, collegato da remoto, viene confermato che al termine delle riunioni verrà stilato il verbale da presentare al sindaco, in questo momento in ferie.

Donzella ha quindi descritto lo stato dell’iter, spiegando che il Comune si trova nella fase di aggiornamento del progetto di fattibilità tecnico-economica e che la discussione riguarda la possibilità di apportare modifiche alla “soluzione E”. La documentazione è stata trasmessa ad Anas, Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Commissario Straordinario, Regione Liguria e Provincia di Imperia, in attesa delle successive verifiche da parte degli organi competenti.

Dal confronto tecnico, aperto dall’ex presidente nazionale dell’Ordine degli Ingegneri Gianni Rolando (e candidato sindaco a Sanremo alle ultime comunali) portato avanti dagli ingegneri è emersa una sostanziale convergenza su alcuni dei temi.

Diversi tecnici hanno indicato ad esempio Cava Cangiotti come nodo centrale della direttrice verso ponente, ipotizzando anche la possibilità di fermare in quel punto il primo tratto dell’opera e rinviare a una fase successiva il prolungamento verso Ventimiglia. Tra le alternative esaminate anche la realizzazione di una rotatoria.

Invece lo svincolo di Bonmoschetto divide maggiormente, considerato da alcuni particolarmente problematico sotto il profilo ingegneristico, ambientale e paesaggistico.

Per il collegamento con l’autostrada sono state invece richiamate diverse possibilità, da corso Inglesi a via Padre Semeria, fino a strada Solaro Rapalin e al possibile collegamento attraverso strada San Lorenzo. Quest’ultima ipotesi prevederebbe il completamento di circa 700-800 metri di viabilità ordinaria, con costi potenzialmente inferiori rispetto alla realizzazione di un nuovo svincolo.

Tra gli interventi tecnici anche quello dell’ingegnere Franco Erasmi, che ha sottolineato la necessità di progettare l’infrastruttura considerando la sua funzione complessiva e senza precludere eventuali sviluppi futuri, compresa la possibilità di una seconda canna.

“Dobbiamo puntare in alto”, sintetizza. La frase sarà successivamente al centro di dibattito più politico della seduta.

Dagli spunti esposti emergono anche riferimenti alla necessità di ragionare in termini di fattibilità cronologica per non andare incontro ad ulteriori ritardi, oppure di adottare un approccio alla conservazione ambientale diversa da quella utilizzata per la realizzazione della “bis” a levante. Viene citato ad esempio il fatto che alla realizzazione del primo tratto non era presenti enti come il SIC Monte Nero-Monte Bignone. Una differenza tanto di sensibilità quanto di attuazioni pratiche differenti.

Altri interventi hanno invece evidenziato l’opportunità di mantenere più collegamenti, ritenuti necessari per garantire all’opera una reale capacità di decongestionamento del traffico cittadino.

Il confronto si è quindi spostato sul piano politico, con l’opposizione che ha contestato soprattutto la gestione dell’iter e la comunicazione sulle modifiche agli svincoli.

Il consigliere di Futuro Nazionale Daniele Ventimiglia ha sottolineato come l’opera non sia ancora stata finanziata nella sua configurazione definitiva, ritenendo questo un elemento che potrebbe lasciare margini per intervenire, contestando veementemente il ruolo avuto dalla maggioranza nella convocazione della commissione e la scelta di eliminare alcune uscite dal progetto.

“Fortunatamente l’opera non è stata ancora finanziata, sennò oggi ci ritroveremmo in un cul de sac”, ha affermato.

Anche Massimo Rossano ha posto l’accento sulla comunicazione politica e sul rapporto tra amministrazione e Consiglio comunale.

“Questa confusione che vedo nella maggioranza è secondo me figlia di una mancanza di progettualità”, ha affermato. “Di fronte a un risultato che vede eliminare due uscite era necessario comunicare quanto saputo. Questa seduta non ci saremmo stati noi”, ha aggiunto.

Monica Rodà ha chiesto quanto tempo sia trascorso dall’eliminazione degli svincoli e sollecitando un maggiore coinvolgimento del Consiglio e della città nelle scelte progettuali.

Elisa Balestra incalza senza mezzi termini, che ha parlato di un “cortocircuito” politico e amministrativo, oltre che di incongruenze sul ruolo, sulla comunicazione e sulle posizioni dell’amministrazione sul tema.

“Lo svincolo di Sanremo Foce, secondo i documenti, viene stralciato in quanto non più richiesto. Ma oggi sento che tutti i tecnici sono a favore. Cosa dobbiamo pensare?”, ha domandato, con riferimenti alla componente del Partito Democratico presente nella maggioranza, rappresentata in aula da Marco Cassini, che a fine seduta risponderà, ribadendo la propria posizione favorevole allo svincolo della Foce.

A rispondere alle contestazioni è stato Donzella, che ha ricostruito, in un lungo intervento, l’evoluzione delle diverse ipotesi formulate da Anas. Dalla “soluzione B”, che prevedeva un’uscita nella zona Solaro-Rapalin, si è passati alle successive ipotesi, fino alla “soluzione F”, che prevedeva un collegamento verso Cava Cangiotti e che sarebbe stata successivamente ritirata per le difficoltà legate allo smaltimento del traffico.

“Nel corso del tempo ci sono stati incontri e ricordo che a fare le scelte è sempre stata Anas, visto che è sua competenza”, ha sottolineato l’assessore “Abbiamo sempre voluto che Anas ci desse delle risposte e quando ci siamo recati a Roma abbiamo voluto rappresentare le varie dinamiche e le alternative, cercando di avere svincoli non impattanti sul territorio”, ha aggiunto.

Donzella ha inoltre rivendicato l’attenzione dell’amministrazione per il collegamento di Cava Cangiotti e per il commissariamento dell’opera. Annuncia inoltre che sul fronte della viabilità esistente è arrivata invece la conferma della possibilità di completare lo svincolo di San Martino, dopo la conclusione della conferenza dei servizi.

La dialettica fra Donzella e Balestra si concentra a quel punto sui contenuti e sull”ordine di importanza delle rispettive documentazioni.

Dalla maggioranza sono arrivati infine inviti a mantenere il confronto su un piano tecnico e a cercare una sintesi.
Alessandra Pavone ha sottolineato la necessità di distinguere il confronto politico dalla successiva fase della Conferenza dei Servizi, mentre.

Vittorio Toesca ha invece richiamato la necessità di un approccio pragmatico: “Dobbiamo essere pragmatici, trovando una sintesi sia politica che tecnica, mantenendo anche l’aspetto naturale e paesaggistico”.

Il confronto proseguirà nelle prossime riunioni della commissione, con l’obiettivo di arrivare a una posizione condivisa sulle possibili modifiche alla “soluzione E” da sottoporre ad Anas e agli altri enti coinvolti.