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Dopo una stagione che sembra segnare una fase di pausa per le nidificazioni di Caretta caretta in Liguria (qui il nostro servizio dedicato), l’attenzione si sposta ora su un’altra fase particolarmente delicata: quella della possibile nascita delle tartarughine.

Il calo delle nidificazioni nel 2026 rientra, secondo gli esperti, nei normali cicli riproduttivi della specie. Non è però possibile escludere completamente che sulle spiagge liguri possa esserci qualche nido non ancora individuato, soprattutto nelle zone che non vengono sottoposte a monitoraggio quotidiano. Ai nostri microfoni Elena Fontanesi, vicepresidente dei Delfini del Ponente.

Le parole di Elena Fontanesi

“Questo sta accadendo anche in Toscana e in Francia, quindi anche in zone limitrofe. Evidentemente non sempre vengono riconosciute le tracce di tartaruga e questo fa sì che non si possa mettere in moto tutta la macchina che serve a proteggere la nidificazione”, ha spiegato Elena Fontanesi, vicepresidente dei Delfini del Ponente.

Ed è proprio per questo che, nelle prossime settimane, sarà importante tenere gli occhi aperti quando si passeggia sulla spiaggia. Perché una piccola traccia sulla sabbia, apparentemente insignificante, potrebbe raccontare molto più di quanto si possa immaginare.

Occhio alla (mini) traccia!

“Ci teniamo, in questa seconda fase della stagione riproduttiva delle tartarughe Caretta caretta, a enfatizzare un po’ meglio cosa potrebbe succedere nelle prossime settimane”, ha raccontato Fontanesi. “Non sappiamo dei nidi, ma potremmo iniziare a trovare delle tartarughine sulle spiagge. È una cosa rara, ma sta succedendo in altre zone ed è importantissimo saper agire nel modo corretto”. Il momento della nascita è infatti estremamente delicato. Una volta uscite dalla sabbia, le piccole tartarughe seguono normalmente la luce naturale della luna e delle stelle riflessa sul mare, che permette loro di orientarsi e raggiungere l’acqua.

Sulle nostre coste, però, c’è un ostacolo: l’inquinamento luminoso. “Siamo in una zona dove l’inquinamento luminoso è altissimo e quindi potrebbero essere estremamente disorientate dalle luci delle spiagge, delle abitazioni, dell’Aurelia e quindi iniziare a perdersi sulla spiaggia”, ha sottolineato Fontanesi.

Una tartarughina appena nata può essere infatti minuscola: “Parliamo di animali di pochi grammi, una ventina di grammi e circa cinque centimetri di lunghezza”. Il rischio che possano essere accidentalmente calpestate, soprattutto in una spiaggia affollata, è quindi concreto.

Cosa fare se si vede una tartarughina?

La prima regola è anche la più importante: non improvvisarsi soccorritori. Se si avvista una piccola Caretta caretta sulla spiaggia, bisogna mantenere le distanze, non toccarla e soprattutto evitare di illuminarla. “È fondamentale, appena ci accorgiamo della presenza di questi animali su una spiaggia o anche a volte sulla passeggiata retrostante, chiamare immediatamente il 1530, la Guardia Costiera“, ha dichiarato.

La Guardia Costiera provvederà, a seconda dell’area di competenza, a mettersi in contatto con i biologi marini o con il GLIT, Gruppo Ligure Tartarughe, affinché intervengano persone dotate delle competenze e delle autorizzazioni necessarie. Le tartarughe marine sono infatti animali protetti e non possono essere toccate o manipolate da persone prive delle specifiche autorizzazioni. Nel frattempo, quindi, è importante non utilizzare flash, torce, luci bianche o la luce del telefono.

“Il nostro desiderio di fare, di aiutare gli animali, che siano tartarughine o altri esemplari, rischia di essere controproducente. Spesso è meglio non fare piuttosto che fare”, ha avvertito Fontanesi. L’unica cosa utile è mantenere l’area libera, allontanare le altre persone e attendere l’arrivo del personale qualificato, evitando che le piccole tartarughe vengano calpestate o disturbate.

E se invece si trovano delle tracce?

Anche in questo caso, non bisogna calpestarle né alterare la zona. Una piccola scia sulla sabbia potrebbe essere proprio il segnale lasciato da una tartarughina appena uscita dal nido. Meglio quindi lasciare l’area il più possibile intatta e, se possibile, documentare la traccia con fotografie o video da mostrare agli esperti. Anche una traccia apparentemente insignificante può rappresentare un’informazione preziosa per individuare una possibile nidificazione e attivare tutte le procedure di tutela.

I numeri da ricordare

Se vedi una tartarughina:

  • mantieni le distanze;
  • non toccarla e non cercare di spostarla;
  • spegni torce, flash e altre fonti di luce;
  • evita che le persone si avvicinino o possano calpestarla;
  • chiama subito il 1530, Guardia Costiera;
  • puoi inoltre segnalare l’avvistamento ai Delfini del Ponente al 353 4687707.

Se trovi delle piccole tracce sulla sabbia: non calpestarle, non cancellarle e lascia l’area intatta, segnalando l’avvistamento agli esperti.

Perché, in una stagione che finora ha fatto registrare poche nidificazioni, anche una minuscola traccia sulla sabbia potrebbe essere una grande notizia per la tutela delle tartarughe marine.

Nel video-servizio a inizio articolo le parole di Fontanesi.