La nuova passerella ciclopedonale che unisce via Andreoli all’area del Pump Track adiacente a via Goffredo Alterisio a Imperia è stata inaugurata questa mattina, martedì 25 agosto. L’opera rappresenta un tassello per la vivibilità del quartiere, garantendo un collegamento diretto e sicuro, per pedoni e biciclette, tra la zona a monte di via Andreoli, la frazione di Castelvecchio e gli spazi pubblici circostanti, comprensivi del giardino pubblico e delle aree gioco dedicate ai più piccoli. A spiegare l’opera il sindaco di Imperia, Claudio Scajola insieme all’assessore Gianfranco Gaggero.
Le parole di Claudio Scajola
“Con l’inaugurazione di questa nuova passerella diamo una risposta al quartiere, rendendolo più connesso, sicuro e vivibile. Da oggi finalmente i bambini e le famiglie potranno raggiungere gli spazi sportivi e ricreativi in totale sicurezza che presto saranno riqualificati. Questo intervento è il simbolo di un impegno constante nella riqualificazione dei nostri quartieri e nel miglioramento della qualità della vita dei cittadini. Continuiamo a investire nei quartieri e nella qualità della vita dei cittadini, attraverso interventi concreti che migliorano la fruibilità degli spazi pubblici”, ha commentato il sindaco di Imperia, Claudio Scajola.
La storia
“Noi abbiamo previsto cinque mesi di lavoro per realizzare l’opera, ma per fare il lavoro serviva prima una visione, poi servivano i soldi e, soprattutto, servivano le autorizzazioni necessarie. Poiché, giustamente, le norme sono molto rigide per evitare i rischi quando si attraversano i rii, avevamo provato a realizzare questa struttura più bassa, semplicemente all’altezza della sponda attuale. Invece non bastava per l’autorità che deve verificare gli aspetti ambientali di questo tipo di intervento e, quindi, siamo dovuti salire più in alto“, ha spiegato.
“Abbiamo deciso che, per non correre il rischio di uscire dal periodo di finanziamento dell’opera del PNRR, avremmo accettato queste prescrizioni”
“Prima abbiamo avuto un confronto, amichevole e semi-amichevole, e alla fine siamo arrivati a dire che dovevamo chiudere questo lavoro. Abbiamo accettato delle prescrizioni che, a mio parere, sono esagerate. Se lo vedete con gli occhi, capite che questo torrente, avendo già queste sponde alte, non è mai successo che potesse uscire da queste sponde. Invece non ci siamo riusciti. Questo ci ha fatto perdere moltissimo tempo. A quel punto abbiamo deciso che, per non correre il rischio di uscire dal periodo di finanziamento dell’opera del PNRR, avremmo accettato queste prescrizioni”, ha proseguito.
“Quindi abbiamo realizzato l’opera così. I duemila abitanti non hanno un angolo di verde, uno spazio per i ragazzi. Con questo ponte abbiamo cercato di dare loro la possibilità di raggiungere questa parte, che abbiamo aperto quattro o cinque anni fa, perché anche qui era tutto un ammasso di scarichi. Il ponte permette quindi a questi ragazzi di non dover fare tutto il giro e di essere collegati a quest’area“.
Pump Track e parco pubblico
“Abbiamo inserito questo collegamento nelle ciclabili, chiamiamole a ‘pettine’ cioè quelle che devono collegare alcuni punti, alcuni rioni della città, per dare la possibilità di avere una mobilità non meccanica, ma attraverso la bicicletta e attraverso la camminata. Questo ci porta a dover riqualificare questa parte del giardino e del Pump Track, che vogliamo cercare di riqualificare maggiormente, trovando il modo che sia calpestabile. Non dobbiamo equivocare il giardino fatto con il prato verde con il giardino calpestabile: è già dignitoso così, però vogliamo migliorarlo. È nell’operazione prossima che faremo sulle piantumazioni, per cui pianteremo parecchio anche in quest’area”, ha spiegato il primo cittadino.
“Poi, l’area accanto, che abbiamo declassificato, perché vogliamo trovare il modo di farlo diventare parco pubblico, allargando questa zona. Quindi il prossimo passo è la riqualificazione della zona chiamata Pump Track e di quella zona che è collegata con l’argine dove c’è la ciclabile, l’argine sinistro. Lì abbiamo spostato prima quel deposito di auto, poi abbiamo spostato quel transito della parte dei rifiuti, poi abbiamo spostato i piccoli bus, perché li abbiamo portati in quella zona della stazione. Quella zona lì è una zona di piantumazione, che porteremo presto nel piano del verde che stiamo individuando. Il tutto per favorire lo scambio di ossigeno e cercare di contrastare questa fase climatica”, ha concluso.
Legato al piano del verde– che verrà presentato nelle prossime settimane- si inserisce anche la progettazione del Bosco Urbano con circa 100 alberi e della zona delle Ferriere “dove cercheremo di mettere delle alberazioni lungo le strade perchè non c’è spazio di verde da nessuna parte”.
Passerella ciclopedonale che unisce via Andreoli all’area del Pump Track
L’intervento si inserisce nel più ampio programma di riqualificazione e valorizzazione urbana promosso dall’amministrazione comunale, volto a potenziare la fruibilità e la sicurezza dei luoghi destinati al tempo libero, allo sport e alla socialità.
La struttura, realizzata in acciaio dalla ditta Barbera SRL di Villanova di Mondovì, si sviluppa su una lunghezza complessiva di 14 metri e presenta un impalcato largo 3 metri, suddiviso in due corsie ciclopedonali. L’investimento economico totale per la realizzazione dell’infrastruttura è stato di 305.000 euro fondi PNRR.
L’avvio del cantiere è stato preceduto da una complessa fase autorizzativa durata 24 mesi. Durante tale periodo, la Conferenza di Servizi ha coordinato l’acquisizione dei vari pareri ambientali, paesaggistici e sismici, introducendo le modifiche necessarie al progetto iniziale per soddisfare pienamente le prescrizioni formulate dal settore Difesa del Suolo della Regione Liguria. Una volta concluso l’iter burocratico, la fase esecutiva dei lavori di costruzione si è svolta regolarmente, completandosi nell’arco di 5 mesi.
Nel video-servizio a inizio articolo le parole di Scajola.







