ribotta patronale 2026

Tre serate di musica, cucina, convivialità e partecipazione. La Ribotta Patronale 2026 di San Bartolomeo al Mare si è conclusa lasciando dietro di sé il bilancio di una festa costruita grazie al lavoro di una comunità intera.

A tracciare un bilancio è Stefano Bagna, tra gli organizzatori, che affida ai ringraziamenti il racconto di un’esperienza fatta soprattutto di volontariato e collaborazione. “Tre serate sono volate via. Restano i ricordi, le immagini, la musica e soprattutto la consapevolezza che, quando una comunità decide di mettersi insieme, può davvero fare qualcosa di bello. A festa conclusa, con l’area ormai nuovamente vuota e tutta la stanchezza di questi giorni che comincia a farsi sentire, sento il bisogno di dire una parola semplice: grazie”, ha sottolineato.

Ribotta patronale 2026

Il primo ringraziamento è rivolto ai volontari, protagonisti dietro le quinte e in prima linea: dalla cucina al servizio ai tavoli, dalla preparazione e dallo smontaggio dell’area alla logistica, dal bar alla sicurezza e alla pulizia. “Alcuni volti sono stati sempre in prima linea, altri si sono mossi dietro le quinte. Ma ognuno ha avuto la sua parte. Senza di voi, la Ribotta semplicemente non sarebbe esistita“. Un ringraziamento speciale va quindi a FIDAS San Bartolomeo al Mare e all’Associazione San Matteo, oltre che agli sponsor, alle attività e alle realtà del territorio che hanno sostenuto l’iniziativa. Un contributo prezioso per una manifestazione nata dalla collaborazione di tante persone. Bagna rivolge poi un pensiero a Don Renato Elena, parroco di San Bartolomeo al Mare, “per aver creduto nell’iniziativa e per aver accompagnato questo progetto fin dall’inizio”.

E poi il grazie più grande, quello rivolto al pubblico. A chi ha cenato alla Ribotta, a chi ha ballato e cantato, a chi è passato anche solo per una birra e a chi ha scelto di trascorrere le serate insieme ad amici e familiari. “Il vostro entusiasmo è stato il riconoscimento più bello per tutto il lavoro fatto”.

Il ricavato destinato alle attività caritative

Ma la Ribotta Patronale non si conclude semplicemente con lo spegnimento delle luci. Il suo obiettivo va oltre la festa e il divertimento: l’intero ricavato della manifestazione sarà destinato alle attività caritative e di sostegno portate avanti dalla Parrocchia. “La Ribotta non nasce con l’obiettivo di generare un profitto per qualcuno», spiega Bagna. «Dietro una serata di festa, un piatto di stufato, una birra bevuta insieme o una canzone cantata sotto il palco, c’è la possibilità concreta di aiutare qualcuno che magari non incontreremo mai”.

È questo, per gli organizzatori, il significato più profondo dell’iniziativa: trasformare il lavoro dei volontari e la partecipazione del pubblico in un aiuto concreto per chi attraversa un momento di difficoltà. Ora l’area della festa torna alla quotidianità, ma resta il bilancio di tre serate che hanno saputo unire divertimento e solidarietà. “Speriamo che rimanga un piccolo aiuto per chi ne ha bisogno, un ricordo bello per chi c’è stato e la consapevolezza che una comunità, quando si mette insieme, può fare la differenza. Infine, un ringraziamento anche a Riviera Time e ad Alessia, per aver seguito e raccontato la Ribotta durante la preparazione e nelle tre serate”.