koko beach imperia

L’episodio avvenuto nella notte di giovedì 13 agosto al Koko Beach di Imperia, dove una coppia di giovani provenienti da Milano ha denunciato di essere stata insultata e minacciata dopo alcuni baci sulla pista da ballo, ha suscitato alcune reazioni politiche. Sulla vicenda sono in corso gli accertamenti della Questura di Imperia, che dovranno chiarire l’esatta dinamica dei fatti.

A intervenire è Loredana Modaffari, consigliera comunale di opposizione del Partito Democratico, che critica l’atteggiamento dell’amministrazione comunale sul tema dei diritti e della lotta alle discriminazioni.

“È facile definire quanto accaduto ieri in uno dei pochi locali di svago frequentato da giovani e meno giovani nella nostra città un fatto grave e intollerabile da condannare con fermezza”, commenta Modaffari. “Troppo semplice esternare indignazione e proclamare sostegno ai diritti, all’uguaglianza, affermando che a Imperia non ci sia spazio per odio, violenza e discriminazione”.

“Assolutamente inutile l’adesione del Comune alla rete nazionale delle Pubbliche Amministrazioni Anti-Discriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere deliberata durante il Consiglio comunale del 17 dicembre 2024, che avrebbe comportato la condivisione di ‘buone prassi’ volte a prevenire differenziazioni legate all’orientamento sessuale e all’identità di genere, se poi non si realizza alcuna delle conseguenti iniziative di sensibilizzazione territoriale, adducendo addirittura la scusa della mancata richiesta da parte delle associazioni”, sostiene Modaffari.

“Ma, soprattutto, quando si accolgono con tutti gli onori personaggi che oggi sono tra le cause del rinvigorimento dell’odio e della violenza nei confronti di tutto ciò che è diverso”, aggiunge la consigliera riguardo il passaggio di Roberto Vannacci in città nelle scorse settimane.

“Sarà un caso, ma chi dichiara platealmente che essere gay non rappresenti la normalità, oltre che il reato di femminicidio vada abolito perché anticostituzionale, e che debbano essere ripristinate le classi differenziali, ha scelto lo stesso locale per la sua propaganda dopo essere stato ospite gradito della Casa degli Imperiesi”, afferma riguardo la visita dell’ex generale al sindaco Claudio Scajola.

La consigliera interviene anche sulla ricostruzione dell’aggressione, contestando quella che definisce una lettura dei fatti che rischierebbe di attribuire la responsabilità alla coppia per le effusioni scambiate nel locale.

“Ebbene, l’aggressione alla giovane coppia, che si sta già tentando di far apparire come causata e provocata da un atto d’amore, conferma la necessità di impegnarsi realmente quotidianamente per promuovere il rispetto, la libertà e l’inclusione”, dichiara Modaffari.

Per la consigliera, l’impegno dovrebbe riguardare anche le scelte istituzionali e il rapporto con chi sostiene posizioni considerate incompatibili con un percorso di inclusione.

“Anche rifiutando la condivisione con chi allontana il percorso verso una società nella quale tutte le persone possano vivere con pari dignità, pari opportunità e piena cittadinanza”, aggiunge.

Modaffari conclude chiedendo un cambio di passo da parte della città sul tema dei diritti civili e dell’inclusione.

“Se Imperia vorrà cambiare realmente rotta, meritandosi la patente di città inclusiva, e tornare ad essere un luogo aperto e giusto, i diritti civili ed umani non dovranno più essere reclamizzati come concessioni accessorie. La città che desideriamo non deve avere timore delle differenze, deve credere nella cooperazione e nel dialogo, avere attenzione per i più deboli, con il coraggio di rifiutare il motore dell’odio che alimenta non solo la vicenda che oggi, ancora una volta, porta tristemente Imperia sulle pagine di cronaca nazionale buia”, conclude la consigliera del Pd.