Un addio alle scene che, probabilmente, addio non è. Roberto Lipari è salito ieri sera sul palco di Pian di Nave, a Sanremo, con il suo nuovo spettacolo, un viaggio ironico e dissacrante nella strana vita dei social, nelle contraddizioni del presente e nelle piccole assurdità della quotidianità.
Il titolo e il gioco narrativo partono proprio dall’idea dell’ultimo spettacolo, quella formula che nel mondo dello spettacolo può significare tutto e il contrario di tutto. Lipari, a soli 35 anni, lo mette subito in chiaro: “L’addio è soprattutto un pretesto comico”. Alla domanda del perché dovrebbe ritirarsi dalla scena dello spettacolo Ripari risponde: “Diciamo che sto facendo l’annuncio in anticipo. Poi non è detto che sia quello vero”, racconta Lipari con la consueta ironia.
L’idea, dunque, è trasformare l’ipotetico congedo in una nuova occasione per raccontarsi e soprattutto per far ridere: “È un pretesto per fare dei monologhi comici e metterci dentro tutto quello che piace a me”, ha detto Lipari. E se davvero un giorno dovesse arrivare il momento di lasciare la comicità, Lipari ha già qualche idea sul futuro. Non necessariamente nel mondo dello spettacolo: “Mi viene voglia di cantare, ma per il bene vostro non lo faccio perché ho l’abilità di fare slalom tra le note, non ne azzecco mai una. Quindi cantare non è proprio il mio”.
Dalla stand-up ai social, passando per i “cannoli”
Anche la definizione dello spettacolo diventa materia di comicità. Stand-up, cabaret, spettacolo comico: per Lipari, alla fine, conta soprattutto il contenuto: “Chi la chiama stand-up, chi la chiama cabaret. Io dico semplicemente che, come cita poi il nome, è un po’ come nel marketing delle robe che una volta si chiamava forno-elettrico, non funzionava, poi l’hanno chiamata friggitrice ad aria e l’abbiamo comprata tutti”. Una battuta che fotografa bene lo spirito dello spettacolo: partire dalle cose apparentemente più semplici per arrivare alle contraddizioni della società contemporanea, con i social come uno dei bersagli privilegiati.
Un grazie al pubblico: “C’è bisogno di pubblico in generale”
Dietro le battute, però, c’è anche una riflessione più seria sul rapporto tra artisti, spettatori e mondo dello spettacolo. Lipari rivolge un ringraziamento diretto a chi continua a scegliere di uscire di casa e andare a teatro o a vedere uno spettacolo: “Il pubblico mestiere non vuole fare più nessuno, perché siamo sempre una partita di calcio, siamo allenatori, non siamo mai pubblico”.
Da qui l’invito a tornare a vivere gli spettacoli dal vivo con cn pensiero che riguarda anche chi, dietro le quinte, organizza e sostiene gli eventi: “Grazie di essere pubblico, grazie di essere proprio che c’è bisogno di pubblico in generale. Nella mia vita oggi so quanto è complicato e quindi soprattutto chi sta dietro alle organizzazioni che scommettono sul fatto che la gente venga a vedere qualcosa di artistico. Loro devono essere sostenuti”.
Il futuro? Un altro spettacolo e una nuova rincorsa
L’addio, dunque, sembra avere già le ore contate. Lipari sta infatti lavorando a nuovi progetti per il cinema e a un nuovo spettacolo, che sembra quasi smentire già dal titolo quello appena portato in scena: “Sto scrivendo roba nuova per il cinema, lo spettacolo nuovo che dopo l’ultimo spettacolo si chiamerà Ci ho ripensato. Sto per fare una bella rincorsa per tornare più forte”.




