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La storia industriale e quella dell’arte si sono incontrate questo pomeriggio all’Expo Salso, in un appuntamento dal doppio significato.

All’interno dell’area si è tenuta la tavola rotonda “Latta d’artista – Il legame tra arte e industria dalla storia della produzione di lattine per olio di oliva, alla realizzazione di opere di scultura e pittura con la latta di Riccardo Guatelli”.

L’appuntamento, inserito nelle celebrazioni per i 100 anni di Confindustria Imperia, ha ripercorso la parabola umana e professionale di Riccardo Guatelli, imprenditore e collezionista scomparso nel 2025, per oltre sessant’anni alla guida dell’azienda di famiglia, prima La Graph e successivamente Italgraph, fondata dal nonno Rocco e portata avanti dal padre Aldo.

Una storia imprenditoriale legata alla produzione di contenitori in banda stagnata litografata e che, negli ultimi anni della vita di Guatelli, si è intrecciata con la sua vena artistica. Dalla latta e dagli scarti della lavorazione sono infatti nate sculture e dipinti, spesso accompagnati dai suoi componimenti poetici.

“Stiamo celebrando mio papà Riccardo Guatelli, che con la sua famiglia dal 1929 produce lattine”, ha spiegato Manuela Guatelli, figlia dell’imprenditore e presidente dell’Associazione culturale Guatelli. “Insieme a mia mamma ha poi creato una collezione di lattine storiche. Papà ha sempre avuto una vena artistica e, quando ha cominciato a lasciare in mano ad Attilio l’azienda, ha iniziato a produrre le sue opere. All’interno c’è sempre una filosofia, una rappresentazione e un significato particolare”.

“Riccardo fin dall’inizio ha sempre detto: io voglio fare la latta. Prima l’ha fatta a livello industriale, poi, quando ha deciso di lasciare l’industria vera e propria, ha iniziato a creare delle opere d’arte attraverso gli scarti”, ha raccontato Daniela Lauria, curatrice della collezione.

“Era un grande poeta, oltre che un grande imprenditore. Quando allestivamo il museo della Collezione Guatelli, leggeva e scriveva poesie sugli scontrini e sulla carta della focaccia. Parlava dell’amore, della vita e delle avversità. Era una persona estremamente sensibile e tutta questa sensibilità ha saputo trasferirla nelle sue opere. Nel momento in cui realizza le opere non può fare a meno di utilizzare la latta e gli scarti della lavorazione. È lì che nasce tutta la creazione”.

“Essendo un vulcano, era facile trovarlo impegnato in mille cose. Capitava di vederlo in fabbrica mentre prelevava qualche lattina, fermava camion e muletti, li faceva schiacciare e poi utilizzava quei materiali come strumenti per le sue opere d’arte” racconta Attilio Ascheri, plant manager di Italgraph, oggi Asa Italia.

La giornata ha rappresentato anche un’occasione per ricordare la storia della Sairo, la prima raffineria d’olio della zona, e il ruolo che la produzione delle latte ebbe nei commerci verso le Americhe. La Collezione Guatelli raccoglie oggi oltre 6.000 pezzi, comprese numerose lattine realizzate per il mercato degli emigrati italiani nelle Americhe.

A completare il programma è stata quindi la premiazione di 13 realtà produttive storiche associate a Confindustria Imperia.

“Nel nostro centenario, perché Confindustria Imperia compie cento anni, dal 1926 al 2026, non potevamo tralasciare le aziende centenarie che abbiamo tra le nostre associate”, ha sottolineato Luciano Tesorini, presidente di Confindustria Imperia. “Sono aziende con tanti anni di esperienza, tanti anni di fatica e tanti traguardi conquistati, ma con mille iniziative ancora in essere e un entusiasmo impressionante”.

Le realtà premiate sono Arimondo Srl, fondata nel 1791; Frantoio di Sant’Agata d’Oneglia Srl (1827); Hotel Miramare The Palace (1870); Hotel Royal (1872); Hotel Europa Palace (1874); Grand Hotel des Anglais (1888); Hotel de Paris Sanremo (1897); Casinò di Sanremo (1905); Pietro Isnardi Srl (1908); Fratelli Carli Spa (1911); Abate & C. Srl (1920); Giuseppe Calvi & C. Srl (1921) e Strescino Srl (1921).

“Si sono tutte adattate ai tempi” continua Tesorini “perché cento anni fa il contesto socioculturale ed economico era molto differente. Alcune hanno cambiato proprietà, altre sono rimaste storicamente nelle stesse famiglie e continuano a passare di padre in figlio. È una testimonianza del passaggio generazionale. Come nella nostra mostra, che ripercorre questi cento anni di storia della nostra associazione e delle imprese associate, noi guardiamo il presente e guardiamo il futuro. Le nostre aziende stanno affrontando nuove sfide, come l’intelligenza artificiale, che cento anni fa era veramente molto lontana dai pensieri dell’imprenditore. Sono aziende super dinamiche”.