casinò di sanremo

Ci risiamo. Sono passati 10-12 anni di tranquillità: niente scandali, niente fughe per evitare problemi, niente titoli sui giornali, in TV o alla radio quando, puntualmente e purtroppo, ogni 3.659-4.380 giorni, tra le roulette, i tavoli verdi e le slot della città dei fiori e della canzone, succedeva il fattaccio.

Scattavano indagini, denunce, manette, processi, condanne e assoluzioni. Sono finiti in manette anche politici importanti, nomi illustri di Sanremo, della provincia e d’Italia.

Da oltre una settimana, a torto o a ragione, sul Casinò di Sanremo si è cominciato a riparlare, in crescendo, di indagini top secret delle forze dell’ordine. Questa volta non della Polizia o dei Carabinieri, ma della Guardia di Finanza.

“Roba seria, roba grossa”, si sente mormorare e ripetere nei bar, dal giornalaio, nei negozi e per strada.

Arrivano telefonate in redazione. Chi ci conosce, incontrandoci, ci chiede notizie. Nessuno, però, sa niente di preciso. Si parla di castelli in aria, si ripete: “Questa volta bombe, nessuno si salva”, senza però azzardare nomi o reati.

Quando sinceramente rispondiamo di essere all’oscuro di tutto, dai loro sguardi capiamo che non ci credono.

Come è nostra abitudine professionale, ci siamo messi a cercare di saperne di più. Per non perdere tempo abbiamo telefonato ai piani alti della casa da gioco, ben sapendo che, anche se fosse stato tutto vero, trattandosi di indagini delicate e tutt’altro che facili, avremmo saputo poco o niente.

E così è stato.

In sostanza è stato soltanto ammesso, con garbo e massima riservatezza, che circa quindici giorni fa, effettivamente, negli uffici del casinò c’è stata la Guardia di Finanza.

È stato anche aggiunto e sottolineato più volte – ma chi fa la nostra professione lo sa da sempre, come l’Ave Maria per chi è cattolico come me – che periodicamente, per controlli, informazioni e altre attività riguardanti le quattro case da gioco italiane (Sanremo, Venezia-Ca’ Vendramin Calergi, Campione e il Casinò de la Vallée di Saint-Vincent), Carabinieri, Polizia e Guardia di Finanza entrano, chiedono e indagano a 360 gradi.

Insomma, niente di strano, niente di eccezionale: normale amministrazione. Indagini di ogni tipo, domande, controlli e misure di sicurezza necessarie per aziende e strutture pubbliche così particolari, sotto ogni aspetto, come i casinò.

Verità? Bugie necessarie? Dove l’azzardo domina è difficile che tutto fili liscio. Le manette fanno parte dell’arredamento. Sarà il tempo a fare chiarezza.

Sotto il profilo degli incassi, le roulette, le macchinette e i giochi della casa da gioco di Sanremo da qualche anno vanno bene, hanno il segno più, anche se c’è chi sostiene, come sempre, che “potrebbero fare meglio”. Potrebbe avere anche ragione. Chi lo può dire?

Il 29 aprile 2025 si è chiusa l’amministrazione delle roulette del presidente, dottor Giancarlo Ghinamo, con la dichiarazione coram populo: “Oggi, con i consiglieri Nocita e Balestra, chiudiamo un percorso iniziato dieci anni fa in crescendo, con un patrimonio di oltre 22 milioni di euro, mentre quando ero arrivato era sotto zero. La posizione finanziaria da negativa è diventata positiva con 27 milioni. Per il secondo anno consecutivo abbiamo avuto un bilancio a doppia cifra. Quest’ultimo anno andranno al Comune di Sanremo più di 8 milioni di euro”.

Da circa 16 mesi nuovo presidente del Casinò di Sanremo è il dottor Giuseppe Di Meco; consiglieri sono l’architetto Mauro Menozzi e la riconfermata Sonia Balestra.

Gli incassi vanno bene.

Di Meco ha ringraziato Ghinamo per l’ottimo lavoro svolto. Lo stesso ha fatto il sindaco di Sanremo, avvocato Alessandro Mager: “Non finirò mai di complimentarmi con il dottor Ghinamo e con gli amministratori della casa da gioco uscenti per gli ottimi risultati ottenuti. Siamo convinti che i nuovi componenti, con il presidente Di Meco, proseguiranno questo cammino virtuoso nell’interesse di Sanremo e di tutti”.

Insomma, ancora una volta, “se son rose fioriranno… se son spine pungeranno”.