video
play-rounded-outline
07:45

La vicenda della caserma dei Carabinieri di Dolcedo si avvia verso il suo epilogo, ma il sindaco Giuseppe Rebuttato respinge con decisione le critiche rivolte all’amministrazione comunale e ricostruisce i numerosi tentativi messi in campo negli ultimi anni per evitare la chiusura del presidio.

Intervistato sulla situazione, il primo cittadino ha sottolineato come il dibattito nato sui social network sia, a suo giudizio, basato su presupposti errati. “Il primo errore”, spiega, “è ritenere che la gestione della caserma sia una competenza del Comune. La sicurezza è una funzione dello Stato e il problema nasce proprio dal fatto che il Ministero non si è dimostrato disponibile a investire le risorse necessarie per acquistare, costruire o adeguare una nuova sede”.

Rebuttato respinge anche l’accusa di immobilismo rivolta al Comune. “L’amministrazione ha sempre considerato la questione della caserma una priorità e lo ha dimostrato con atti concreti”, afferma.

Tra le iniziative intraprese vi è stata la ricerca di immobili privati da destinare alla nuova sede della stazione dei Carabinieri. Il Comune aveva infatti pubblicato un avviso rivolto ai proprietari, ma nessuno ha manifestato la disponibilità a concedere un immobile in locazione al Ministero dell’Interno. Secondo il sindaco, a scoraggiare i proprietari potrebbero essere stati il canone ritenuto poco conveniente, gli importanti lavori di adeguamento richiesti e la maggiore redditività degli affitti turistici.

Successivamente l’amministrazione aveva proposto di destinare una parte dell’attuale edificio scolastico, una volta completata la nuova scuola, alla realizzazione della caserma con un piccolo alloggio per il personale. Un’ipotesi che, precisa Rebuttato, “non è stata bocciata dal Comune, ma dal Comando Provinciale dei Carabinieri”.

Una seconda proposta è stata poi discussa in Prefettura e prevedeva la costruzione ex novo della caserma sull’unica area disponibile di proprietà comunale. Anche questa soluzione, tuttavia, è stata accantonata per criticità geologiche e per gli elevati costi dell’intervento, stimati in circa 800mila euro. A pesare, inoltre, è stata l’assenza di disponibilità economica da parte del Ministero, che – riferisce il sindaco – avrebbe escluso qualsiasi contributo oltre all’eventuale pagamento del canone di locazione.

Il primo cittadino ha voluto evidenziare anche il ruolo della Prefettura, ringraziando il prefetto per la disponibilità dimostrata nel seguire il dossier.

Sul fronte amministrativo, Rebuttato ricorda che il consiglio comunale è stato costantemente aggiornato sull’evolversi della situazione. L’ultimo passaggio risale alla seduta del 23 aprile, quando l’assemblea ha approvato all’unanimità una delibera che prende atto dell’esaurimento delle soluzioni percorribili e della disponibilità del Comune ad accompagnare il rilascio dell’immobile fino al 31 dicembre 2026.

Non manca una replica alle polemiche emerse nelle ultime settimane. Il sindaco si dice amareggiato per le accuse ricevute e osserva come molti dei critici non abbiano partecipato né agli appelli rivolti ai cittadini per individuare una sede alternativa né ai consigli comunali nei quali la vicenda è stata affrontata pubblicamente.

Rebuttato, infine, invita a non considerare definitiva la situazione. “Il ripiegamento non significa necessariamente chiusura“, conclude, lasciando aperta la possibilità che possa emergere una soluzione dell’ultimo momento capace di scongiurare la perdita della Stazione dei Carabinieri di Dolcedo.

Nel video servizio a inizio articolo l’intervista completa al sindaco Rebuttato. Riprese e montaggio a cura di Ornella Forte.