Il nuovo decreto sugli autovelox mette ordine nella disciplina nazionale, ma secondo il gruppo consiliare Imperia senza Padroni non chiude definitivamente il capitolo delle polemiche. A sollevare dubbi è il consigliere comunale di opposizione Luciano Zarbano, che chiede all’amministrazione di fare chiarezza sulla situazione dei dispositivi installati in città.
Il riferimento è al decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti dell’8 giugno, entrato in vigore il 12 luglio, che ha introdotto per la prima volta una disciplina organica sulla loro omologazione.
“L’obiettivo era sanare come ‘omologati’ i dispositivi già approvati che rientrano in un elenco tassativo di 24 modelli. Questo elemento di novità porta con sé alcune criticità che valgono anche per il nostro Comune”, esordisce Zarbano.
Secondo il consigliere, infatti, resta da chiarire se gli autovelox presenti sul territorio comunale rientrino tra quelli interessati dalla nuova disciplina: “Imperia dispone di cinque autovelox fissi installati in via Aurelia, via Serrati, in via Aurelia nei pressi del bivio per Poggi, in via Nazionale e sotto il ponte ferroviario di via Alterisio. Non è dato sapere, ad oggi, se questi dispositivi rientrino tra i 24 modelli sanati dal decreto: in caso negativo, resterebbero privi di omologazione formale e andrebbero sottoposti alla nuova procedura”.
Zarbano evidenzia inoltre altri aspetti legati agli effetti del provvedimento: “A ciò si aggiunge che il decreto non ha effetto retroattivo, considerato che le multe già notificate e i ricorsi pendenti restano regolati dalla vecchia disciplina. La sanatoria stessa, cioè un’equiparazione tra approvazione e omologazione disposta per via regolamentare, è giuridicamente contestabile”.
“Nel quadro giuridico italiano una legge, come il Codice della Strada, ha un’autorità superiore rispetto al Decreto Ministeriale sugli autovelox. Questa situazione potrebbe creare possibili nuovi contenziosi anche sulle sanzioni future. Restano infine a carico del Comando di Polizia Locale gli adempimenti tecnici di aggiornamento delle targhette identificative e delle verifiche periodiche”, aggiunge il consigliere.
“Ad oggi, a parte la soddisfazione dei colleghi della maggioranza, l’amministrazione comunale non ha ancora comunicato ufficialmente la posizione dei dispositivi cittadini rispetto al nuovo regime, nonostante il decreto porti la data dell’8 giugno. Una trasparenza doverosa, a tutela sia della sicurezza stradale sia dei diritti dei cittadini automobilisti”, conclude Zarbano.







