Per quasi cinquant’anni è stata uno dei simboli della città di Sanremo. Un’infrastruttura capace di collegare il mare alle montagne in poco più di quaranta minuti, attraversando uliveti, boschi e vallate dell’entroterra.
La funivia Sanremo-Monte Bignone, inaugurata nel 1936 e chiusa definitivamente nel 1981, rappresentò una delle opere ingegneristiche più ambiziose della Riviera dei Fiori.
Un progetto visionario
L’idea nacque alla fine degli anni Venti grazie all’ingegnere Pietro Agosti, con l’obiettivo di valorizzare l’entroterra e creare un collegamento diretto tra il centro cittadino e il Monte Bignone.
I lavori iniziarono nel 1935 e si conclusero in tempi record. Il 28 ottobre 1936 la funivia venne inaugurata ufficialmente. Alla realizzazione contribuì anche il Comune di Sanremo, che investì circa sei milioni di lire dell’epoca, oltre a mettere a disposizione terreni e opere accessorie necessarie alla costruzione.
Oltre sette chilometri di linea
L’impianto si sviluppava per oltre sette chilometri e mezzo e superava un dislivello di più di 1.200 metri. Il percorso era articolato in tre tronchi: Sanremo-Campo Golf degli Ulivi, Campo Golf-San Romolo e San Romolo-Monte Bignone.
Proprio San Romolo rappresentava il cuore dell’intero collegamento. La stazione intermedia, situata nei pressi dell’attuale area del pump track, non era soltanto un punto di transito. Escursionisti, villeggianti e famiglie la sceglievano come meta per trascorrere le giornate estive al fresco dei boschi dell’entroterra.
San Romolo era infatti una vera destinazione turistica, grazie al clima più fresco rispetto alla costa e alla vicinanza con sentieri e aree verdi molto frequentate.
Il record mondiale della campata sospesa più lunga
Il tratto che rese celebre la funivia in tutta Europa era però quello compreso tra San Romolo e il Monte Bignone.
Qui si trovava una campata sospesa di circa 1.742 metri che per anni detenne il record mondiale, e successivamente europeo, della più lunga campata funiviaria esistente. Un primato che contribuì a far conoscere il nome di Sanremo anche negli ambienti dell’ingegneria e dei trasporti.
Le cabine, moderne per l’epoca, potevano trasportare fino a 25 passeggeri e offrivano una vista mozzafiato sulla Riviera dei Fiori.
Gli anni d’oro e il milione di passeggeri
Nonostante i danni riportati durante la Seconda guerra mondiale e i bombardamenti che colpirono la stazione di partenza, l’impianto tornò in funzione in tempi brevi.
Il dopoguerra coincise con il periodo di massimo splendore. Tra il 1946 e il 1961 la funivia trasportò oltre un milione di passeggeri, diventando una delle attrazioni più apprezzate della città.
I numeri economici confermano il successo dell’iniziativa. Il contratto di concessione prevedeva il riconoscimento al Comune del 25% degli incassi lordi e, nel solo 1961, questa quota raggiunse circa 72 milioni di lire.
La funivia rappresentò per molti anni un importante motore turistico ed economico per Sanremo, contribuendo ad attirare visitatori e a valorizzare l’entroterra cittadino.
Il declino e la chiusura
Con il passare degli anni, tuttavia, iniziarono ad aumentare i costi di manutenzione e di gestione. Nel 1963 l’impianto passò sotto la gestione diretta del Comune di Sanremo, ma le difficoltà economiche continuarono ad accumularsi.
L’invecchiamento delle strutture, la necessità di adeguamenti tecnici sempre più onerosi e i crescenti costi di esercizio resero progressivamente insostenibile la gestione dell’infrastruttura. La chiusura definitiva arrivò nel 1981.
Venne tentato anche un ultimo intervento di salvataggio, con prove tecniche finalizzate alla riattivazione almeno del tratto San Romolo-Monte Bignone. Il progetto naufragò però dopo che un fulmine colpì la centralina elettrica dell’impianto, interrompendo definitivamente ogni prospettiva di riapertura.
Cosa resta oggi
A oltre quarant’anni dalla chiusura, la funivia continua a lasciare tracce visibili sul territorio.
Lungo il vecchio percorso sono ancora presenti diversi piloni in acciaio, mentre la stazione di partenza è stata trasformata in asilo nido. L’edificio della stazione di monte è invece sopravvissuto alla dismissione dell’impianto e nel tempo ha ospitato attività legate alla Protezione Civile e ai radioamatori.
Restano inoltre numerose fotografie storiche, documenti tecnici e testimonianze che raccontano quella che fu una delle opere più straordinarie realizzate a Sanremo nel Novecento.
Il sogno di una nuova funivia
Negli ultimi anni non sono mancati progetti e studi di fattibilità per riportare in vita il collegamento tra la città e il Monte Bignone.
Ma se negli anni Trenta la costruzione dell’infrastruttura richiese tempi relativamente brevi, oggi la sfida sarebbe molto più complessa. Vincoli ambientali, autorizzazioni paesaggistiche, norme di sicurezza europee e costi che potrebbero raggiungere diverse decine di milioni di euro rappresentano ostacoli significativi.
Eppure, per molti sanremesi, il fascino di quel lungo filo d’acciaio sospeso tra mare e montagna non si è mai spento.
La funivia Sanremo-Monte Bignone continua a essere ricordata come una delle opere più significative della storia cittadina e come un simbolo dell’ambizione con cui Sanremo guardava al futuro nella prima metà del Novecento.
Nel video servizio a inizio articolo la storia della funivia. Immagini storiche realizzate con il supporto dell’IA.







