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Pronti al cambio della guardia al vertice del Parco delle Alpi Liguri? Il mantenimento della presidenza in capo all’ex sindaco di Pieve di Teco Alessandro Alessandri, per la verità, è in discussione già da tempo. Se non prima, almeno da quando, nel luglio dell’anno scorso, Alessandri ha fatto il suo ingresso ufficiale in Fratelli d’Italia, in barba all’assessore regionale leghista Alessandro Piana, che aveva avvallato la sua nomina al Parco. Si vocifera che molti sindaci avessero già dato all’epoca la disponibilità a sottoscrivere la richiesta di dimissioni di Alessandri, ma, fino ad oggi, nulla è successo in questo senso.

I tempi, però, ormai sembrano maturi e in pole position per la presidenza del Parco delle Alpi Liguri c’è il dinamico sindaco di Rezzo Renato Adorno. Che, manco a dirlo, troverebbe maggior favore fra gli amministratori locali del territorio, rispetto ad Alessandri, che a questo punto può contare solo sulla strenua difesa di posizione da parte del senatore di Fratelli d’Italia Gianni Berrino. Già, perché, soprattutto dopo gli eventi e i botta e risposta legati alle elezioni amministrative di Bordighera, per Fratelli d’Italia si tratta di attuare una difesa su tutta la linea. Anche sull’indifendibile, che in questo caso è proprio Alessandro Alessandri: da quando è al vertice del Parco Alpi Liguri non ha infatti inciso in modo particolare sull’attività dell’ente e a quanto sembra non si è nemmeno troppo curato di coinvolgere i sindaci, che, vuoi e non vuoi, sono sempre e comunque i primi attori dei territori.

Ed ecco quindi che il braccio di ferro è già scattato: da un lato la politica con i delicati equilibri in Regione fra Lega e Fratelli d’Italia e dall’altro lato il territorio che rivendica finalmente la sua parte in commedia. Anche perché il Parco delle Alpi Liguri non può essere considerato un poltronificio, ma, piuttosto, deve diventare volano concreto per lo sviluppo ambientale, turistico ed economico dell’entroterra e non solo.