Riceviamo e pubblichiamo di seguito la nota stampa di Anima Sanremo.
“Il dibattito politico sviluppatosi in queste ore attorno alle elezioni comunali di Bordighera e alle riflessioni emerse all’interno del centrodestra ligure rappresenta, a nostro avviso, molto più di una semplice dinamica locale o di una contrapposizione interna ai partiti.
Siamo probabilmente davanti a uno dei temi politici più rilevanti degli ultimi anni: il progressivo spostamento del consenso dai modelli ideologici tradizionali verso forme di rappresentanza civica, territoriale e amministrativa maggiormente fondate sulla credibilità delle persone, sulla capacità di governo locale e sulla fiducia diretta costruita nelle comunità.
L’analisi della consigliera regionale di Fratelli d’Italia ha avuto il merito di affrontare con chiarezza un tema che molti amministratori locali vivono ormai quotidianamente: nei comuni, soprattutto nelle realtà territoriali medio-piccole, i cittadini votano sempre meno le appartenenze astratte e sempre più le persone che ritengono credibili, competenti, pragmatiche e capaci di risolvere problemi concreti.
Il civismo non nasce contro la politica. Nasce piuttosto dalla necessità di riportare la politica vicino ai territori, alle comunità e alla vita reale delle persone.
Per troppo tempo il dibattito pubblico si è irrigidito in schemi ideologici, appartenenze identitarie e logiche di contrapposizione permanente che hanno progressivamente allontanato una parte crescente della popolazione dalla partecipazione democratica. L’astensionismo crescente non è soltanto un dato elettorale: è il segnale di una crisi di rappresentanza che riguarda l’intero sistema politico tradizionale.
Il civismo, invece, tende a ricostruire un rapporto diretto tra amministratori e cittadini attraverso presenza, ascolto, prossimità, responsabilità e capacità amministrativa. Non è un caso che oggi molte delle esperienze amministrative più credibili nascano proprio da percorsi civici trasversali, capaci di mettere insieme sensibilità diverse attorno a obiettivi concreti di governo locale.
Anima Sanremo ritiene che il futuro della politica territoriale non possa più essere costruito attraverso logiche di esclusione, appartenenza rigida o mera fedeltà alle bandiere. La qualità amministrativa non si misura dalla militanza, ma dalla capacità concreta di produrre risultati per la propria comunità.
Questo non significa negare il ruolo dei partiti tradizionali, che restano inevitabilmente fondamentali nella dimensione nazionale, parlamentare e di governo. Il limite strutturale del civismo è infatti evidente: non essere necessariamente rappresentato nei livelli governativi centrali e quindi non poter, da solo, sostituire integralmente i modelli politici nazionali.
Ma proprio per questo crediamo che il futuro debba essere costruito attraverso una nuova sintesi tra cultura civica, competenza amministrativa e capacità di governo, superando definitivamente contrapposizioni sterili che oggi non interpretano più la complessità dei territori.
Per quanto riguarda Sanremo, riteniamo che il mondo civico rappresentato da esperienze come Anima, Sanremo al Centro, Idea, Forum e altre realtà territoriali come Sanremo Domani e Andiamo debba avere il coraggio politico di aprire una riflessione comune sul modello amministrativo del futuro.
Non si tratta di cancellare differenze o ruoli di maggioranza e opposizione, ma di comprendere che esiste uno spazio politico nuovo, fondato sulla credibilità personale, sulla competenza e sulla costruzione di percorsi amministrativi seri e responsabili.
L’esperienza politica del 2024 ha dimostrato che i cittadini sono pronti a sostenere modelli amministrativi meno ideologici, più aperti e più vicini ai problemi reali delle comunità. Da quella esperienza si è aperto un nuovo approccio alla politica locale: un modello nel quale contano meno le appartenenze formali e molto di più le persone, il lavoro svolto e la capacità concreta di interpretare i bisogni del territorio.
Anima Sanremo continuerà a sostenere una politica civica moderna, pragmatica, inclusiva e territoriale, capace di costruire ponti e non muri, dialogo e non isolamento, responsabilità amministrativa e non semplice appartenenza identitaria”.








