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Al centro dei Martedì Letterari del Casinò di Sanremo è andato in scena nel pomeriggio un incontro dedicato a una delle figure più forti, divisive e carismatiche del giornalismo italiano: Oriana Fallaci. Lo scrittore Riccardo Nencini ha presentato il suo romanzo biografico “Mai stanca di vivere”, un’opera che ripercorre la vita, le idee e le battaglie della celebre inviata di guerra.

Durante l’evento, l’autore ha raccontato anche il suo rapporto personale con Fallaci: “È stato un rapporto conflittuale all’inizio, poi molto confidenziale, addirittura intimo. Toccavamo moltissimi argomenti di politica contemporanea, ma soprattutto di letteratura”.

Nel corso dell’intervista è emerso il ritratto di una donna capace di confrontarsi senza paura con i leader più potenti del pianeta, mantenendo sempre uno stile diretto e radicale.

Particolarmente interessante il passaggio dedicato alla visione che la Fallaci aveva dell’Islam e dell’Europa dopo l’attentato alle Torri Gemelle del 2001: “Dopo l’abbattimento, nel settembre 2001 a New York, divenne molto più radicale. Temeva che l’Europa si stesse trasformando in Eurabia. Ci furono momenti emotivi più di una volta di contrasto. La mia opinione è che non avesse ragione sul destino dell’Europa. Aveva ragione invece quando riteneva che l’Europa avesse perso i suoi valori fondamentali”.

Lo scrittore ha poi sottolineato come molte delle intuizioni della giornalista siano tornate oggi di forte attualità, in un contesto geopolitico segnato da nuove tensioni internazionali.

La contemporaneità delle idee della Fallaci

Il libro nasce a vent’anni dalla morte della giornalista, ma il dibattito sviluppato durante l’incontro ha dimostrato quanto i temi affrontati da Oriana Fallaci continuino ancora oggi a dividere e interrogare l’opinione pubblica: “Non c’è dubbio però che la contemporaneità della storia vada incontro a tutta una serie di temi che lei aveva trattato 25 anni fa”.

Nencini ha inoltre evidenziato anche quelli che ritiene i limiti della sua analisi politica sul mondo islamico: “Lei faceva l’errore di ritenerlo come un blocco di cemento. La preoccupazione più grande oggi sono alcune forme di nazionalismo e di totalitarismo e, quindi, di illibertà che lei oggi avrebbe condannato in alcune persone”.

Trump, Netanyahu e Putin: chi avrebbe intervistato oggi?

Nel finale dell’incontro è arrivata anche una domanda provocatoria: se Oriana Fallaci fosse ancora tra noi chi avrebbe scelto di intervistare per primo tra Donald Trump, Vladimir Putin e Benjamin Netanyahu? La risposta di Nencini è stata immediata: “Forse partirebbe da Trump, perché non riconoscerebbe negli Stati Uniti quel Paese che lei aveva amato moltissimo”.

L’autore ha poi ricordato le dure parole che la Fallaci aveva già rivolto in passato ad Ariel Sharon – ex primo ministro di Israele – dopo il massacro di Sabra e Shatila, sostenendo che probabilmente avrebbe criticato anche l’attuale gestione del conflitto a Gaza: “Probabilmente le userebbe anche sull’ultimo Netanyahu, su quello che in questi ultimi mesi sta riducendo Gaza al deserto”.

L’intervista completa a Nencini nel video servizio a inizio articolo.