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In considerazione dell’attuale scenario internazionale, sempre maggiore è l’impegno richiesto alla Polizia di Stato che, oltre ad assicurare gli ordinari compiti di istituto, deve garantire la vigilanza di tutti gli obiettivi considerati sensibili, fornendo altresì collaborazione informativa e investigativa per prevenire potenziali rischi.

La frontiera rientra tra questi obiettivi sensibili che necessitano di maggiore attenzione, sulla base dell’analisi del rischio che il direttore della 1ª Zona Polizia di Frontiera per Piemonte, Valle d’Aosta e Liguria, dr. Michele Sole, ha tradotto in direttive rivolte in particolare al personale della Polizia di Frontiera di Ventimiglia, al fine di implementare tutti i servizi di controllo sul territorio di competenza, sia nell’ambito dei compiti di specialità per il contrasto all’immigrazione clandestina, sia per contribuire alla generale tutela della zona di confine.

Tale dinamica è stata intensificata durante le festività e i ponti primaverili del 25 aprile, Festa della Liberazione, del 1° maggio, Festa dei Lavoratori, e dell’8 maggio, Festa della Vittoria in Francia, quando i valichi di frontiera italo-francesi hanno raggiunto il picco di presenze. In questo periodo, i collegamenti stradali, portuali e ferroviari di competenza sono stati oggetto di una vigilanza rafforzata, volta a coniugare i massimi livelli di sicurezza con la necessaria fluidità dei servizi per i viaggiatori.

Così, dal 20 aprile al 10 maggio, gli uomini e le donne della Polizia di Frontiera hanno moltiplicato i servizi di pattugliamento e i controlli su persone e veicoli, anche con l’ausilio della Police aux Frontières delle Alpi Marittime nell’ambito del dispositivo della Squadra Mista. Sono stati impiegati più di 800 operatori, che hanno effettuato 350 pattuglie, identificando oltre 2.600 persone in transito ai valichi di frontiera in entrambe le direzioni Italia-Francia, di cui circa 1.700 provenienti da Paesi terzi. Sono stati controllati 450 veicoli, tra cui numerosi autobus di linea, con un bilancio significativo: 11 persone sono state arrestate in esecuzione di misure restrittive.

Un giro di vite deciso e mirato che ha portato anche alla cattura di otto persone gravate da ordini di cattura, rintracciate tra il confine e il centro cittadino. L’operazione ha permesso di chiudere il cerchio su profili criminali eterogenei, accomunati dal tentativo di sfuggire a sentenze definitive.

Sul fronte della droga e della criminalità organizzata sono stati arrestati: un uomo di 45 anni, destinatario di una custodia cautelare emessa dal Tribunale di Napoli per associazione a delinquere finalizzata al narcotraffico; un giovane di 21 anni, rintracciato per espiare una pena residua relativa a rapina e spaccio; e un quarantenne straniero che dovrà scontare quasi due anni per reati analoghi, su ordine del Tribunale di Pavia.

Particolarmente efficace si è rivelato il monitoraggio dei flussi in ingresso nel Paese. A bordo di autobus di linea provenienti dall’estero sono stati intercettati due soggetti dediti ai reati predatori: un cittadino straniero di 44 anni e uno di 24 anni, entrambi gravati da cumuli di pena — rispettivamente di due anni e mezzo e quattro anni e mezzo — per furti e rapine. Un terzo uomo, straniero di 45 anni, è stato invece bloccato direttamente nel centro cittadino per reati della stessa natura.

L’operazione non ha risparmiato chi era ricercato per gravi reati contro la persona e il patrimonio: un uomo di 39 anni è stato arrestato in esecuzione di un ordine di carcerazione, dovendo scontare una condanna a sei anni per omicidio colposo; in manette è finita anche una donna di 55 anni, condannata a quattro anni e sei mesi per bancarotta fraudolenta.

Infine, il dispositivo della Squadra Mista ha tratto in arresto tre stranieri per reingresso illegale nel territorio nazionale a seguito di espulsione.