Alessandro Petrini

Le analisi del primo quadrimestre, secondo la FP CGIL Imperia, confermerebbero quanto sostenuto fin dall’inizio dal sindacato, ovvero “una cronaca di una distruzione annunciata”. Il sindacato, infatti, giudica negativamente la riforma del sistema sanitario regionale.

“Come detto, tutto previsto purtroppo: da mesi continuiamo a opporci, sostenendo che non bastano poche idee confuse e disorganizzate trasmesse da ‘yes man’ senza scrupoli. Solo spostamenti di servizi e migrazioni di lavoratrici e lavoratori senza obiettivi precisi e soluzioni concrete, ma capaci soltanto di incrementare il caos e i molti disagi per gli utenti e per gli operatori”, dichiara il segretario generale FP CGIL Imperia, Alessandro Petrini, che dopo aver valutato il progetto del presidente della Regione Marco Bucci e della cosiddetta “super cabina di regia” esprime serie perplessità, evidenziando e motivando criticità per la popolazione e per il personale dipendente.

“Questa riforma affossa il servizio sanitario regionale: non va rimodulata o rivista nella cornice di presentazione, va cestinata e rispedita al mittente”, afferma il segretario.

Secondo la FP CGIL, l’impianto della riforma avrebbe anche una finalità più ampia. “Questa riforma ha solo un motivo per esistere: cercare di dimostrare che il servizio pubblico non funziona, spianando così la strada alla sanità privata che da anni bussa alle porte della politica affarista e senza scrupoli. Una sanità privata che, ad oggi, viene foraggiata a discapito del ridimensionamento dell’assistenza pubblica”.

Particolare attenzione viene posta sul tema della centrale operativa del 118. “Un esempio eclatante: un team di professionisti, con anni di competenze, capacità ed esperienza, ha ricevuto il riconoscimento ‘Angels Diamond’ come eccellenza nella gestione dell’ictus cerebrale, e viene smantellato per migliorare il bilancio regionale”, denuncia Petrini.

“Ma la giustificazione degli ‘yes man’, la cabina di regia regionale, rimane sempre la stessa: ‘chiusura della centrale operativa di Imperia per ottimizzare il servizio’. Beh, come scusa è alquanto ridicola”, aggiunge.

La FP CGIL segnala inoltre criticità operative emerse nella fase di transizione verso Genova. “Scopriamo che la carenza di personale nella centrale operativa di Genova è drammatica e preoccupante. È stato richiesto un supporto per 10 giorni alla centrale di Imperia, con il personale infermieristico che, su base volontaria, andrà dal 29 aprile all’8 maggio a Genova per lo ‘switch’, la fase di deviazione delle chiamate”.

Ancora secondo il sindacato, il sistema non sarebbe pronto. “Come può il responsabile del progetto dichiarare che il servizio sarà di livello nazionale e che tutto è sotto controllo, quando la centrale operativa di Genova non risulta pronta ad assorbire le chiamate della provincia di Imperia?”, si chiede Petrini.

Vengono inoltre citati numeri relativi ai turni richiesti. “Oggi scopriamo che, solo per gli infermieri, sono oltre 40 i turni richiesti da Genova per sopperire alla carenza di personale una volta completato lo ‘switch’”.

La FP CGIL parla di scelte non condivise con il personale sanitario. “La popolazione deve sapere che sono state fatte solo chiacchiere. La cabina di regia di Genova ha organizzato tutto nella maniera più disorganizzata possibile, senza dare peso alle criticità di chi lavora ogni giorno nell’emergenza urgenza: dirigenti medici, infermieri e operatori tecnici”.

Il sindacato esprime inoltre preoccupazione per la tenuta del sistema. “Siamo sicuri che anche questa volta i professionisti di Imperia provvederanno a mettere una toppa, coprendo parte dei turni scoperti. Perché sono professionisti, perché rispondono al codice etico, perché conoscono il rispetto e la dignità”, afferma Petrini.

Critiche anche sull’utilizzo del personale amministrativo. “Altro esempio in cui i vertici regionali stanno cercando di imporre idee discutibili è l’utilizzo del personale amministrativo, che da risorsa essenziale è diventato un problema da gestire. Per gli yes man regionali il pensiero è: ‘dove li mettiamo e cosa gli facciamo fare’”, denuncia il sindacato.

“Questa considerazione è ritenuta dalla FP CGIL Imperia umiliante e irrispettosa. Il personale amministrativo contribuisce ogni giorno con impegno e professionalità al funzionamento delle aziende sanitarie”, viene sottolineato.

La conclusione è un nuovo atto di mobilitazione: la FP CGIL Imperia non ha intenzione di aspettare la prossima vittima sacrificale. Ecco perché, con la UIL FP, ha indetto lo stato di agitazione in Regione per opporsi a “una riforma che depaupera i servizi essenziali e non rispetta né la popolazione né chi ogni giorno lavora con competenza e professionalità”, conclude Petrini.