serena calcopietro

“Viene giù tutto”. Queste sole 3 parole, questo titolo scritto a caratteri cubitali con vignetta grande nella pagina di copertina con foto del Presidente del Consiglio Giorgia Meloni (FdI), del vicepresidente del Consiglio e ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione italiana Antonio Tajani, insieme al dimissionario capogruppo al Senato, Maurizio Gasparri (entrambi Forza Italia-Berlusconi), del ministro della Giustizia Carlo Nordio (FdI, prima tessera Partito liberale) incerottati, occhi neri, malconci, tristi, da stamane in tutte le edicole italiane pubblicati da “Il Fatto Quotidiano” di Marco Travaglio, sintetizzano meglio di 100 pagine e lunghi discorsi dei soliti bla-bla-bla di turno il caos politico, l’imbarazzante e tragica situazione amministrativa di Ventimiglia generata ed esplosa dal “caso Calcopietro“.

Credit: foto de “Il Fatto Quotidiano” – “Viene giù tutto”

Inutile girarci attorno, per la città della Riviera dei fiori che confina con la Francia, Mentone, Montecarlo, la Costa Azzurra, per il sindaco di centro destra Flavio Di Muro, già deputato della Lega, fedelissimo dell’attuale viceministro delle Infrastrutture e Trasporti Edoardo Rixi, per la sua giunta di centro destra si tratta del più grande, serio, delicato problema mai incontrato prima dalla sua maggioranza, dalla sua amministrazione. Secondo solo alla piaga inguaribile dei migranti irregolari che da sempre affollano le città di confine creando problemi umani, numerici e di sicurezza crescenti e più difficili da controllare e risolvere.

A mettere nei guai seri il sindaco leghista Fulvio Di Muro di Ventimiglia, la sua giunta, sono state le dichiarazioni-gaffe, inaccettabili, infamanti, scorrette, offensive “ci meritiamo una magistratura di merda e magistrati di sinistra corrotti” pronunciate a caldo, prima in perfetto inglese e poi in italiano, dall’assessore al Turismo, Cultura, Sport, Teatro, Innovazione tecnologica ed altro ancora Serena Calcopietro (FdI), Specialist di Marketing & Communication, appena nota ed ufficialmente sancita lunedì scorso da tutti i media, tv, radio, siti internet, Google, Facebook la vittoria del “NO” al referendum sulla giustizia voluto da Giorgia Meloni e la clamorosa, inaspettata sconfitta del “SÌ” da parte del centro destra. Immediata la reazione e mozione di sfiducia con richiesta di dimissioni subito dell’assessora Calcopietro dei 5 consiglieri di minoranza ed opposizione del Comune di Ventimiglia a partire dall’ex più volte sindaco Gaetano Scullino, Vera Nesci, Alessandro Leuzzi, Gabriele Sismondini, Cristina D’Andrea e Nico Martinetto. La reazione dello stesso sindaco leghista Fulvio Di Muro non si è fatta attendere, senza indugi ha manifestato il suo disappunto ai suoi concittadini, agli organi di informazione dichiarando, senza se e senza ma, il suo malumore sul post offensivo di Serena Calcopietro.

“Nei suoi confronti – ha dichiarato in sintesi – non ci sarà nessuna difesa d’ufficio. Questi episodi, queste situazioni distolgono tempo ed energie al compito a cui siamo stati scelti ed incaricati dai ventimigliesi per governare al meglio la nostra città, senza perdere tempo, sul fronte della sicurezza, pulizia, ordine, manutenzione, servizi, lavoro. Convocherò immediatamente l’assessore al Turismo, sono certo che su questo fronte si può dare, fare, avere di più. Proprio su turismo e manifestazioni ho grandi aspettative. Convocherò poi alle 20 una riunione di maggioranza proprio per prendere insieme la migliore soluzione possibile, senza perdere altro tempo”. Alla domanda se chiederà le dimissioni alla Calcopietro e se non le volesse dare come procederà non ha dato risposte chiare, ma la testa di Serena è apparsa molto vicina al patibolo. Una grossa fetta di ventimigliesi ieri sera, fino a tarda notte, era quasi certa che Calcopietro sarebbe stata “licenziata” in tronco. Forse non sino fine legislatura, ma almeno per 3-6 mesi. Come aveva fatto poco tempo fa ad Imperia il più volte sindaco e più volte ministro, pure all’Interno, Claudio Scajola, ai tempi del governo Berlusconi, con il suo assessore ed amico Gagliano ad Imperia togliendoli la carica di assessore non sino fine mandato, ma solo per 3 mesi.

Una cosa pare certa: Serena Calcopietro, dopo aver chiesto pubblicamente mille volte scusa per quanto detto in “momenti di assoluta crisi e sconforto referendario”, insomma per aver involontariamente, puerilmente fatta, come si suol dire per mettere una pezza, la “pipì fuori dal vasetto”, non vuole dimettersi. Soprattutto anche per avere avuto pubblicamente l’immediato pieno appoggio e stima dal suo partito, direttamente dal senatore ed avvocato Gianni Berrino (FdI). In sostanza il senatore ha detto: “Serena ha sbagliato, ma bisogna capire il momento, è persona, professionista capace, seria. A differenza di altri ha capito l’errore ed ha subito chiesto scusa a tutti”.

In consiglio comunale a Ventimiglia lunedì cosa succederà? Visto il tentennamento del sindaco Flavio di Muro, per accontentare tutti, arriverà una “sentenza all’italiana”, per non rompere gli equilibri nessun licenziamento in tronco, solo probabilmente una sospensione di 3-6 mesi, poi ritorno in giunta. Insomma Scajola docet?