Il ciclo Casinò Culturae Festival è ripreso questo pomeriggio nella sala Omaggio a Eugene Ferret, dove la scrittrice Morena Fellegara ha illustrato il suo giallo Misteri al Casinò di Sanremo (Fratelli Frilli), accompagnata dalle letture scelte a cura di Loredana De Flaviis de “Il Teatro dell’Albero”.
Il nuovo romanzo è ambientato negli anni ’80, subito dopo il blitz che nel 1981 portò alla chiusura della casa da gioco. La scrittrice ha voluto riportare alla luce atmosfere, emozioni e tensioni del Casinò di Sanremo, in un’epoca in cui il ritmo era più umano e meno meccanico. “Ho voluto ricostruire i fatti del periodo e narrarli dai personaggi che lavoravano al casinò”, racconta l’autrice, sottolineando come la storia sia “raccontata in maniera leggera, però con le emozioni del periodo”.
Il punto di vista scelto è quello dei dipendenti, dei croupier e di chi viveva quotidianamente tra i tavoli verdi. Un mondo fatto di rituali notturni, di pause al bar e di confessioni sussurrate all’alba.
Il libro ha ricevuto un premio inedito speciale della giuria per il 120º anno del Casinò all’interno del premio Semeria a giugno, per poi essere distribuito a dicembre 2025.
Protagonista silenzioso ma decisivo è Mario, barista del “Bar Marco”, figura centrale dei racconti. Dopo i turni di notte, i croupier si ritrovano lì, tra caffè e racconti. Ed è proprio ascoltando quelle conversazioni che il barista riesce a cogliere dettagli sfuggiti agli altri.
Nel casinò si intrecciano misteri, furti e sospetti di combine. “C’è sempre poi l’intelligenza del barista che riesce un po’ a capire gli intrecci e gli enigmi che devono essere risolti”, svela Fellegara.
La narrazione si muove tra tensione e nostalgia, tra il dramma di chi perde tutto e l’euforia improvvisa di chi vince. Emozioni che, come sottolinea l’autrice, restano immutate nel tempo: “Sono invariati le emozioni e il dramma di chi perde, invece la felicità e la gioia di chi vince”.
Negli anni Ottanta il casinò era dominato dai tavoli della roulette, dalla “sala dorata” alla “privatissima”, in un’atmosfera che oggi appare quasi cinematografica. “Quel periodo era più romantico perché la roulette ha un suo fascino”, afferma Fellegara.
La scena è iconica: la pallina gira, il silenzio si fa teso, si attende il “tic” finale. Alcuni giocatori si voltano di spalle, incapaci di assistere al verdetto. Solo al rumore definitivo si girano, tra speranza e paura.
Oggi il gioco è cambiato: slot machine e piattaforme online hanno trasformato il panorama. Ma il rito collettivo della roulette resta, nella memoria, simbolo di un’epoca più lenta e suggestiva.
Il Casinò di Sanremo non è soltanto tavoli verdi: è anche teatro, arte e cultura. È il luogo che ospitò la prima edizione del Festival di Sanremo nel 1951 e che per anni fu cuore pulsante di spettacoli e incontri letterari.
L’autrice ricorda i martedì letterari degli anni ’80, le esibizioni di Nilla Pizzi, i concerti di Capodanno: frammenti di una stagione culturale intensa che ha contribuito a rendere la città famosa nel mondo.
Tra intrighi e nostalgie, ciò che emerge è soprattutto la bellezza del Casinò, il più antico d’Italia, simbolo di un tempo in cui il gioco era rito, incontro e spettacolo. Un luogo dove, ieri come oggi, si intrecciano storie di cadute e riscatti, di misteri irrisolti e di emozioni senza tempo.
Nel video servizio a inizio articolo l’intervista completa all’autrice.







