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Maria Antonietta e Colombre arrivano suonando “La felicità e basta”, brano che sancisce la loro collaborazione musicale oltre a quella relazionale nella vita: “Fondamentalmente abbiamo due carriere diverse che abbiamo unito con un disco chiamato “Luna di Miele”, questa tappa del nostro percorso al Festival ci ha dato complicità, unione nella musica, anche se qui tutto è privato e tutto è pubblico”.

A detta di molti una piacevole ventata di aria fresca: “In uno spazio così importante come Sanremo, la complessità e la varietà è ricchezza perché nell’appiattimento si perde molto. Questa nostra complessità, quando hai la fortuna e anche la capacità di utilizzare linguaggi diversi, è una grande fortuna: come se ognuno di noi che scriva avesse un continente da esplorare, se posso esplorarlo con linguaggi diversi ho più mezzi per poterlo capire ed comprendere. Non riesco a focalizzarmi su una sola, è come andare in treno, in bici, in aereo, ogni volta il viaggio è diverso e aiuta a vedere le cose in modo differente”.

Un commento sugli eventi tragici di questa mattina con l’attacco di Israele e USA ai danni dell’Iran: “A volte l’intelligenza umana rasenta delle bassezze infime, devastanti, una grandissima voglia di mandare all’aria quello che ci circonda, ce n’è una alla settimana purtroppo. La felicità si costruisce ogni giorno e in responsabilità anche nei riguardi dell’altro”.

Un’ultima domanda sul prossimo referendum: “Certo che vado a votare, sarebbe una mancanza di rispetto e un atto di negligenza verso chi è morto affinché io possa farlo”.