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A tracciare ai nostri microfoni un primo bilancio della serata inaugurale del Festival di Sanremo 2026 è stato il maestro Enrico Melozzi, che parla di una partenza solida sotto il profilo artistico e tecnico, che però passa in secondo piano rispetto al punto di vista dei cantanti: quello dei direttori d’orchestra.
Un giudizio soddisfacente.

“Benissimo!” dice il maestro “I cantanti sono stati bravi e l’orchestra ha reagito perfettamente, quindi tutto a norma. Non abbiamo avuto alcun problema tecnico, a parte il fatto che ci siamo esibiti molto tardi e il riscontro è stato inferiore alla norma, ma tutto regolare.”

Il direttore esprime poi una riflessione sull’evoluzione del proprio ruolo all’interno della manifestazione, sottolineando come nel tempo siano cambiati libertà e margini creativi.

“Diciamo che una volta, forse con qualche produttore della vecchia scuola” dice “c’era più possibilità di inventare. Oggi la media è che bisogna essere il più vicini possibile al disco già esistente. Quindi la fantasia viene un po’ meno. Ma se sei bravo, sotto sotto riesci a fare delle cose belle e divertenti che non danno fastidio al produttore e gasano l’orchestra e il pubblico a casa.”

Sul tema della nuova generazione di direttori d’orchestra, argomento già affrontato in passato dalla nostra testata anche con il maestro Diego Basso, Melozzi adotta uno sguardo ampio, on risparmiando qualche critica.

“La nuova generazione esprime, come tutte le generazioni da Aristotele ad oggi, delle eccellenze e delle deficienze. Quindi secondo me è sempre tutto uguale. Ci sono grandi talenti e persone estranee a questo lavoro. Questo è un argomento che porto avanti da un po’ di anni. Essendo che la scelta è delle case discografiche, possono scegliere un grande talento come l’amico del produttore. Succede sempre ed è sempre successo. Ci sono persone che dirigono solo a Sanremo. Ci vorrebbe che la Rai prendesse in mano la situazione e questa figura, gestendola con concorsi e selezioni più accurate, per normalizzare piano piano il tutto. Questa è una grandissima vetrina che dovrebbe essere dedicata solo ai talenti e alle eccellenze, e non a persone improvvisate.”