Il 15 febbraio, nel Bosco della Navette (Valle Tanaro), all’interno del Parco Naturale del Marguareis, torna la storica competizione scialpinistica. Nata nel 1929, è la più antica gara di scialpinismo che si sia disputata in Italia. La manifestazione, promossa per favorire “l’alpinismo sciistico” e coinvolgere in una competizione gli appassionati della sezione del CAI “Alpi Marittime”, divenne subito un importante appuntamento dello scialpinismo nazionale.

La frequenza era annuale, ma dal 1929 al 1954 ne furono disputate solo 16 edizioni a causa della Seconda Guerra Mondiale e delle difficoltà organizzative nell’immediato dopoguerra.

Le modalità di svolgimento furono diverse nel corso degli anni: dapprima gara individuale, quindi a pattuglie di tre, poi a coppie, e dal 2019 di nuovo gara individuale.

Il percorso classico era Mendatica-Monte Frontè-Colle Tanarello-Monesi, ma a seguito dei danni provocati dall’alluvione del 2016 si è dovuto abbandonare il comprensorio di Monesi, trovando nuova collocazione nell’ambito della vicina Upega.

La gara, unica nel suo genere per la bellezza e la peculiarità dei paesaggi, ha uno svolgimento lineare di 15 km con un dislivello di circa 1.600 metri.

Finalmente, dopo cinque inverni segnati da scarse nevicate, quest’anno le condizioni paiono davvero ottimali e si spera in una folta partecipazione di atleti.

APAM e CAI Imperia per promuovere lo sport e la conservazione del fagiano di monte

Quest’anno la tradizionale collaborazione tra gli organizzatori e l’ente di gestione delle Aree Protette Alpi Marittime (APAM) si rafforza e si consolida. Al centro dell’accordo di questa edizione c’è la tutela del fagiano di monte, una specie simbolo della fauna alpina.

La sopravvivenza di questo tetraonide è messa a dura prova durante i mesi invernali dalla crisi climatica, dall’aumento degli appassionati di attività outdoor e di turisti, molti accompagnati da cani.

Se per gli amanti di ciaspole e sci con pelli di foca la neve è divertimento, per il fagiano di monte, invece, è un rifugio vitale. Durante l’inverno, questo uccello scava veri e propri igloo sotto la coltre bianca per proteggersi dalle temperature gelide e risparmiare energia. In questi rifugi trascorre l’intera notte e gran parte della giornata, uscendo solo per nutrirsi.

“Il disturbo umano rappresenta un rischio fatale per il fagiano di monte, perché se uno sciatore passa troppo vicino al suo rifugio, l’animale è costretto a una fuga improvvisa, sprecando energie preziose che non può recuperare. Questo stress lo indebolisce, rendendolo vulnerabile a parassiti e predatori. Per questo, da anni studiamo il Bosco delle Navette e i popolamenti di fagiano di monte, individuando le zone più sensibili al disturbo e allo svernamento. Alcune di queste zone le abbiamo segnalate con bandierine gialle triangolari, che invitano ad evitarle. Gli studi si sono avvalsi anche dell’esame dei tracciati dei flussi degli sportivi che utilizzano le applicazioni più note. I vari dati raccolti ci hanno consentito di trovare quello che oggi riteniamo sia il giusto compromesso tra conservazione e fruizione. Il nostro obiettivo è la prosecuzione delle attività di monitoraggio per verificare nel tempo i risultati delle azioni avviate”, spiega Davide Sigaudo, tecnico del Settore Conservazione dell’APAM.

Proprio per minimizzare l’impatto della competizione, il CAI e l’ente Aree Protette hanno lavorato insieme per individuare un tracciato di gara consapevole. Il percorso stabilito per la Coppa Kleudgen-Acquarone evita accuratamente le aree di svernamento più sensibili, censite dal monitoraggio degli ultimi anni.

Un compromesso fondamentale per consentire lo svolgimento della storica competizione e tutelare il fagiano di monte, come previsto dalla Direttiva Europea Habitat. Il CAI e l’APAM lanciano insieme il messaggio che il rispetto della montagna passa anche per il rispetto di chi la abita.

L’iniziativa si inserisce nella campagna di sensibilizzazione #attentialfagianodimonte, volta a far conoscere le fragilità della fauna alpina di fronte all’incremento della frequentazione umana e alla crisi climatica.

Per maggiori informazioni sulle Aree Protette Alpi Marittime: www.areeprotettealpimarittime.it.