Who Dare Wins

Ottantaquattro ore di missione in totale autonomia, tra boschi, villaggi isolati e operazioni simulate con un livello di realismo quasi cinematografico.

È questo lo spirito di “Who Dare Wins” 2026, evento organizzato nei giorni scorsi sulle montagne delle alpi liguri dalla 17esima Rangers Sat, associazione sportiva dilettantistica attiva da oltre vent’anni nel panorama del softair italiano, e stanziata in provincia di Imperia.

Sponsorizzata dallo Csen ente nazionale settore softair, l’edizione di quest’anno ha segnato un salto di qualità importante: per la prima volta il torneo è stato aperto anche a squadre straniere, trasformandosi da appuntamento di riferimento nazionale a un evento di richiamo europeo.

Le richieste di partecipazione sono arrivate da tutta Europa – tra Austria, Germania, Svezia, Norvegia e persino dagli Stati Uniti – ma alla fine sono stati selezionati 17 team: 13 italiani e 4 stranieri, provenienti da Portogallo, Spagna, Francia e Olanda.

Non si tratta però di un torneo aperto al pubblico. La partecipazione avviene esclusivamente su invito e dopo una lunga selezione basata non soltanto sulle capacità tecniche, ma soprattutto sulla preparazione mentale, attitudinale e fisica dei partecipanti.

“Per fare un evento del genere devi essere mentalmente, fisicamente e tecnicamente preparato. 84 ore di fila in un bosco non è una cosa che possono fare tutti”, spiegano gli organizzatori.

L’evento viene organizzato una volta ogni tre anni e richiede una preparazione lunghissima. Ai team selezionati viene inviato con mesi di anticipo un vero e proprio dossier operativo: mappe, documentazione geopolitica fittizia (le partite hanno una vera e propria trama di contesto, come un enorme film), obiettivi e dettagli della missione. Da lì inizia la pianificazione, con studio dei percorsi, ricognizioni virtuali e strategie operative.

La formula si ispira alle missioni delle forze speciali: piccoli gruppi di quattro operatori chiamati a muoversi in autonomia assoluta, senza campi base o supporti logistici. Acqua, viveri e attrezzature devono essere gestiti direttamente dai partecipanti per tutta la durata della simulazione.

Sfondo e parte integrante della partita è stata l’ambientazione suggestiva dell’entroterra tra Mendatica, Briga Alta e Monesi di Triora, con operazioni simulate anche nei piccoli borghi di montagna. Qui gli organizzatori hanno ricreato uno scenario immersivo con edifici reali, pattuglie di difesa, posti di guardia e squadre di intervento rapido.

“Cerchiamo di fare le cose nel modo più realistico possibile”, spiegano gli organizzatori. “Gli obiettivi sono dentro case vere, nei paesi, il tutto mentre la vita quotidiana continua normalmente”.

Circa 150 figuranti e operatori erano impegnati nella “difesa” degli obiettivi strategici, con turni di guardia, pattugliamenti e una centrale operativa attiva per tutta la durata della manifestazione.

Grande attenzione è stata dedicata anche alla sicurezza. Sul posto erano presenti medici e infermieri specializzati, scelti per garantire interventi immediati in una zona montana dove i tempi di arrivo dei soccorsi tradizionali sarebbero stati più lunghi.

L’evento ha avuto anche un importante impatto turistico sull’entroterra. Oltre 300 persone tra partecipanti, staff e accompagnatori hanno riempito strutture ricettive e bed & breakfast della valle e non solo, in un periodo normalmente di bassa stagione.

A contribuire alla diffusione internazionale della manifestazione è stata anche la partecipazione di alcuni nomi molto conosciuti nel settore europeo del softair, tra cui gli organizzatori della “Hercules”, una delle competizioni più note del continente. Proprio uno degli ospiti internazionali avrebbe addirittura definito “Who Dares Wins” come “l’evento più bello mai realizzato”.

La manifestazione è stata documentata anche dallo youtuber Riko, videomaker specializzato in contenuti sulla disciplina, che ha seguito l’esperienza ha realizzato un reportage di questo enorme ed immersivo Gioco di ruolo con MilSim ( simulazione militare).